Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 16 Dic 2015 in Obiettori | 0 Commenti

“1915-1918. Grande Guerra, grande massacro. Riabilitiamo i fucilati ed i decimati” (F. Cecchini)

“1915-1918. Grande Guerra, grande massacro. Riabilitiamo i fucilati ed i decimati” (F. Cecchini)

 

La canzone di Craonne (Francia, 1917)

Terminato il riposo dopo otto giorni
si ritorna giù in trincea,
il nostro posto è tanto utile
che senza di noi si piglian legnate.
Ma ora basta, se n’ha abbastanza,
nessuno vuole più marciare,
e col cuore gonfio, come singhiozzando
si dice addio alla vita civile.
Anche senza tamburo o senza tromba
ce ne andiamo laggiù a testa bassa.

Addio alla vita, addio all’amore,
addio a tutte le donne.
E’ finita, durerà per sempre
questa guerra infame.
E’ a Craonne, sull’altopiano
che si deve lasciar la pelle,
ché siamo tutti condannati,
siamo noi i sacrificati!

Otto giorni di trincea e di sofferenza,
ma abbiamo la speranza
che stasera ci daranno il cambio
che attendiamo senza sosta.
All’improvviso, nella notte silenziosa
si vede qualcuno che avanza,
è un ufficiale dei “Chasseurs”, a piedi,
che viene a sostituirci.
Pian piano, nell’ombra, sotto la pioggia battente,
i piccoli “chasseurs” vanno a cercarsi le tombe.
Soudain, dans la nuit et dans le silence,

Addio alla vita, addio all’amore,
addio a tutte le donne.
E’ finita, durerà per sempre
questa guerra infame.
E’ a Craonne, sull’altopiano
che si deve lasciar la pelle,
ché siamo tutti condannati,
siamo noi i sacrificati!

E fa pena vedere sui grandi viali
tutti quei borghesi in festa;
se per loro la vita è rosea,
per noi non è la stessa cosa.
Invece di nascondersi, tutti quegli imboscati
farebbero meglio a scendere in trincea,
per difendere i loro averi; noi non abbiam nulla,
noialtri, poveri morti di fame.
Tutti i compagni son sepolti là
per difendere gli averi di quei signori.

Quelli coi soldi ritorneranno a casa
perché è per loro che noi si crepa.
Ma ora basta, perché i soldatini semplici
ora si metteranno in sciopero.
Sarà il vostro turno, grassi borghesi
di salire sull’altopiano,
perché se volete la guerra
pagatela con la vostra pelle

La canzone sembra sia stata composta nel 1915 da un soldato semplice francese nelle trincee insanguinate di Lorette nell’ Artois e poi ripresa, rimpiazzando Lorette con Craonne, dopo il fallimento dell’offensiva del Chemin des Dames e di Craonne. Da 3 anni i soldati francesi e tedeschi si combattono nel nord della Francia. È un guerra di posizione simbolizzata dalle trincee. Fango e sangue che si mescolano. Morti, ferite, amputazioni, dolori inumani. Difficile immaginare la vita nelle trincee, buche sporche lontano dalla cita civile, a sbudellare altri essere umani, con la propria morte che può arrivare ad ogni istante. I soldati sono spossati e traumatizzati dalla violenza degli scontri. Cresce inoltre il sentimento per essere inviati alla morte per niente. Con la rabbia scoppiano gli ammutinamenti che sono numerosi. La canzone di Creonne esprime tutto questo e potrebbe essere cantata non solo da soldati francesi, ma da tedeschi, da inglesi e da austriaci. Gli italiani cantano Gorizia tu sei maledetta.
Musica e parole della Canzone di Craonne si possono ascoltare in questo video le cui immagini sono potenti e denunciano la tragedia della prima guerra mondiale:
http://www.youtube.com/watch?v=z-yRaEYQNQs&feature=youtube_gdata_player
La canzone, scelta per questo 4 novembre del 2013, è in memoria di quella tragedia di cui si celebra l’anniversario.
La prima guerra mondiale dal 1914 al 1918, nella sua dimensione intercontinentale, non solo europea quindi, fu un immenso massacro: oltre 16 milioni di morti e circa 20 milioni di feriti. Il sacrificio di sangue dell’Italia fu di 750.000 morti, di cui circa 600. 000 caduti in combattimento e gli altri nella popolazione per cause di guerra. I feriti furono oltre un milione e gli ammalati, causati da condizioni belliche, furono il doppio. Un tragico macello di carne umana.
Vi è anche la storia di coloro che hanno tentato di resistere e di ribellarsi. Di coloro che sono stati fucilati, shot a dawn, per inglesi ed irlandesi, fusillés pour example per i francesi, fucilati, decimati tout court per noi italiani.
Di ciò in Italia si parla poco, è ancora vigente la retorica della guerra patriottica e di un’ Italia liberale, che però portava già in se il mito del fascismo. La guerra che prima dell’inizio veniva chiamata “guerra lampo”, divenne subito in una guerra di posizione, fatta di assalti da trincee ad altre trincee o postazioni fortificate per conquistare al massimo poche centinaia di metri con il costo di immense perdite di uomini. Per “persuadere” i soldati, nient’ altro che carne da cannone a non resistere a queste manovre abnormi, viene istituita una rigida disciplina fatta di processi sommari e di esecuzioni sul campo, veri e propri assassinii. I Tribunali Militari si diedero un gran daffare. Almeno un soldato su dodici fu processato. I fucilati dopo regolare processo furono tra i 750 ed i 1500. Più numerosi furono i fucilati sul campo per un semplice ordine di un superiore o quelli uccisi in battaglia al minimo accenno di fuga. Frequenti furono anche le decimazioni per incutere terrore e spronare ad inutili e sanguinosi assalti.
Questa guerra nella guerra ai propri soldati portò alla disastrosa disfatta di Caporetto, nel 1917 Gli austriaci irrompono e per poco non invadono l’Italia e vincono. È la sconfitta dei generali italiani e di Badoglio, ma viene data la colpa ai soldati italiani che avrebbero compiuto uno “sciopero al fronte”. I trecentomila italiani catturati vengono vergognosamente calunniati. D’ Annunzio scrive: «di chi si rende prigioniero, si può veramente dire che pecchi contro la Patria, contro l’Anima e contro il Cielo» (sic!). Lo Stato Maggiore, inoltre, si vendicò con un inumana iniziativa contraria a tutte le convenzioni internazionali: il blocco totale dei pacchi viveri inviati dalle famiglie. Dei 300mila, circa 100mila morirono di fame nei campi di prigionia.
Il cinema,
Uomini contro di Rosi, la letteratura, Un anno sull’altipiano e la storia, Plotone d’esecuzione di Forcella-Monticone hanno restituito onore a questi morti assassinati da criminali quali Badoglio, il generale fucilatore Graziani ed altri, ma mancano ancora atti dovuti quali Monumenti alla loro memoria ed, innanzitutto, la riabilitazione giuridica.
In Francia, un discorso a Craonne, l’11 novembre del 1998 , del primo ministro Lionel Jospin ha segnato una svolta e da allora si parla molto della questione della riabilitazione dei fucilati per dare l’ esempio se ne parla, anche Sarkozy a Douamont nel 2008 e a L’ Etoile nel 2011. François Hollande ha annunciato che ne parlerà in occasione del prossimo 11 novembre, anniversario dell’ armistizio tra Francia ed Impero Austro Ungarico. Ma sono risposte parziali, una riabilitazione effettiva non può basarsi in dichiarazioni, per quanto importanti di Presidenti, ma sono fondamentali degli atti giuridici. In Francia in prima linea per la riabilitazione sono il Parti de Gauche ed altre organizzazioni della sinistra che voglio conseguire questo obiettivo per il centenario della fine della prima guerra mondiale. Alle parole, ai discorsi devono seguire i fatti: una legge o un decreto legislativo.
In Gran Bretagna c’è un monumento al National Memorial Arborerum, near Alrewas nello Straffordshire che ricorda i 306 soldati, inglesi, irlandesi o del Commonwealth, fucilati durante la prima guerra mondiale per diserzione o codardia. Dopo una campagna durata decenni questi soldati sono stati perdonati nel 2006 con ammendamento alla corrente Legge delle Forze Armate (Armed Forces Bill). Perdonati e non riabilitati.
In Germania, che io sappia, vi è a Stoccarda un monumento ai disertori sia della prima che della seconda guerra mondiale, ma non vi è né riabilitazione né perdono.
Per il centenario della Grande Guerra, a partire dal 2014 si preparano in Italia ed in Europa grandi iniziative, mistificatorie nella sostanza, che non denunciano quello che è stato il carattere reale: una guerra tra potenze imperialiste contro i popoli. Il comitato dei ministri italiani per il centenario lo scorso 8 ottobre ha affermato che le commemorazioni sono particolarmente importanti per la costruzione dell’identità europea (sic!). La sinistra ed i movimenti politico sociali di opposizione devono denunciare il carattere manipolatorio e falsante del centenario, opporsi a spese consistenti ed inutili, a cominciare dall’intervento di restauro ed allestimento museale di Redipuglia, e rilanciare una visione ed analisi corretta della natura di quella guerra.

UN’ OBIETTIVO IMPORTANTE È ONORARE LA MEMORIA CHI È STATO DECIMATO, FUCILATO OTTENENDO UN MONUMENTO O DEI MONUMENTI CHE LI RICORDINO E LA RIABILITAZIONE GIURIDICA!

Francesco Cecchini, 01-03-2014, Montebelluna, in “OGGI TREVISO”

 

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *