Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 20 Mag 2017 in Attività | 0 Commenti

2 giugno 1970: parata militare o Festa della Repubblica? (G. Franzoni)

2 giugno 1970: parata militare o Festa della Repubblica? (G. Franzoni)

 

LETTERA A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

letta nella Basilica di San Paolo nel corso dell’omelia di domenica 31 maggio 1970 da parte dell’abate Franzoni: fu inviata al Presidente della Repubblica in occasione delle parata militare del 2 giugno, giorno in cui ricorre ogni anno la festa della Repubblica Italiana.

Ill.mo Signor Presidente,

nell’imminenza della festa della Repubblica desidero farLe giungere anche a nome della Comunità monastica e della Comunità dei cattolici cui sono preposto, il mio augurio per la prosperità e la pace, nella giustizia e nella libertà, del popolo italiano che inLei ravvisa il suo primo cittadino.

Per offrire un modesto contributo alla costruzione di quella pace, alla quale tutti sinceramente aspiriamo, mi permetto di suggerire, e questo lo faccio a titolo personale, che la celebrazione della festa della Repubblica non si esprima più in futuro e soprattutto a Roma in una parata militare armata.

Noi tutti sappiamo infatti che le armi costituiscono attualmente una dura necessità alla quale nessun paese può sottrarsi e non ci possiamo né ci vogliamo pronunciare sui complessi problemi della guerra e della difesa. Come cittadino, come monaco e come educatore provo però una crescente ripugnanza nel vedere ostentate le armi, apportatrici di sangue e di morte, quasi fossero veramente un vanto della nazione. A parte le più legittime e gravi considerazioni che si potrebbero fare circa l’inutile spesa, mi sembra che la funzione diseducatrice che tale ostentazione di forza violenta può esercitare nei confronti dei giovani basti a giustificare l’abolizione di una tradizione che non corrisponde più al costume pacifico ed alla volontà pacificatrice del popolo italiano.

Non mancheranno gli spiriti capaci che sapranno proporre cento altre forme per documentare lo sviluppo della comunità italiana nel lavoro, nel senso civico, nell’istruzione e nella promozione sociale senza trascurare la parte che in tale sviluppo ricopre anche il nostro esercito.

Con sensi di profondo ossequio

Roma, 31 maggio 1970

Giovanni Battista Franzoni

Abate di San Paolo fuori le mura

(* in Giovanni Franzoni, Autobiografia di un cattolico marginale, Rubbettino, 2014, p. 225-226)

(foto in evidenza di Maurizio Mazzetto)

 

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *