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Pubblicato da il 15 Nov 2018 in Attività | 0 Commenti

4 novembre: “Un grido contro ogni guerra” (G. Abbate)

4 novembre: “Un grido contro ogni guerra” (G. Abbate)

Un grido contro ogni guerra”

Il quattro novembre è un grido contro ogni guerra ed un’implorazione a costruire ponti di pace. Questa coscienza sta faticosamente maturando negli ultimi decenni ed è espressa autorevolmente oggi dal nostro Vescovo diocesano Ivo Muser nella Lettera pastorale “Beati gli operatori di pace”. Si’, guardando con lucidità al passato e dando un nome alle radici di questa catastrofe primigenia del XX secolo nel nazionalismo, diventato surrogato della religione, nell’odio, nel disprezzo e arroganza verso altri popoli, nella pretesa ingiustificata di potere assoluto su vita e morte, ma anche nella brama di ricchezza e di conquista, il Vescovo consegue che “anche oggi la pace viene minacciata da massicci deficit di ingiustizia e violazione dei diritti umani.” Particolarmente pericolose, continua, “sono anche la glorificazione e la giustificazione della violenza: un chiaro e forte no deve attraversare tutta la nostra società, quando gruppi di persone sono sospettati in modo generico o quando si invita a ripulire la nostra terra da determinate categorie di persone”. Parole forti e chiare dunque contraddistinguono questa Lettera che ancorano la tragedia della prima guerra mondiale alle radici di guerra persistenti purtroppo nel presente. Questo speciale richiamo va al di là del riferimento a “segni concreti che sappiano unirci e riconciliarci” quali il cambiamento del nome della piazza davanti al monumento alla Vittoria, e va al di là della nostra stessa chiesa diocesana e del nostro territorio. Lo attesta ad esempio il Comunicato stampa di Pax Christi Italia, parte del Movimento Cattolico Internazionale per la Pace sorto dalle ceneri della II guerra mondiale, che esprime solidarietà al nostro Vescovo diocesano e si riferisce alle tante forme di dissenso alla guerra e di disobbedienza che già nel 1915-18 maturavano nella popolazione civile e negli eserciti. “Alla morte per guerra si può obiettare, ieri come oggi” conclude il Comunicato. E come non pensare alle nuove odierne guerre a livello globale contro i poveri, impedendo a chi cerca rifugio di approdare ai nostri porti, creando sempre nuove barriere nei loro confronti?

Gina Abbate (Merano – BZ)

(* articolo pubblicato sul quotidiano Alto Adige con titolo differente il 4 novembre 2018)

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