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Pubblicato da il 29 Giu 2018 in Storia | 0 Commenti

“A chi deve dar retta dio?” (Bepi)

“A chi deve dar retta dio?” (Bepi)

S. Maria La Longa 21/2/1916

A Rosario de Santa Fé (Argentina)

Carissima Antonietta,

ancora una volta, per lungo tempo, sono stato costretto a trascurare di darti mie nuove: sappi che dalla fronte è difficilissimo mandare lettere all’estero per la mancanza dei francobolli e questi, non solo non si trovano – come è logico – nella zona del fuoco ma difettano anche nei paeselli da noi occupati dove a stento noi soldati riusciamo a trovare del tabacco. […] Voi che siete all’estero – e un po’ anche i grassi borghesi che son in Italia – della guerra sapete solo quello che leggete nei giornali… Sono così belli gli articoli dei nostri corrispondenti di guerra. […] Nella tua ultima affettuosissima lettera, mi parli troppo di dio! Povero, vecchio e buon dio! Ormai ad ogni candido pelo della sua fluente barba sono attaccate chissà quante anime imploranti la salvezza dei loro cari… Pensa che tutta l’Europa è cristiana, che tutta l’Europa crede di aver ragione in questa brutta faccenda che è la guerra! La madre austriaca e la madre italiana pregano, per i rispettivi figli, lo stesso dio di pace, di amore, e di altre simili cose… a chi deve dar retta dio?

Bepi

(in Giovanna Procacci, Soldati e prigionieri italiani nella Grande guerra. Con una raccolta di lettere inedite, Bollati Boringhieri, 2000)

(* grazie ad Enzo Pancera, ndr)

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