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Pubblicato da il 12 Gen 2021 in Storia | 0 Commenti

Allarmanti parallelismi (L. Cremonesi – McMillian)

(…) Margaret MacMillan nel nuovo libro pubblicato negli Stati Uniti, War. How Conflict Shaped Us (“Come il conflitto ci ha plasmati”)  (…).

Sono numerosi naturalmente i rimandi alla Prima guerra mondiale, che McMillian ha raccontato nei suoi ultimi libri. Pronipote di David Lloyd Gorge, premier britannico dal 1916 al 1922, non esita a tracciare un allarmato parallelo tra i modi di pensare odierni e la fallace convinzione, molto diffusa tra i leader di allora, per cui si potevano mobilitare gli eserciti per uno scontro veloce, quasi indolore, destinato a “porre fine a tutte le guerre”. Salvo poi amaramente scoprire che “è molto più semplice iniziare un conflitto che terminarlo, ma soprattutto che spesso una guerra ne alimenta altre”.

(…)

La guerra del futuro?

“Crescerà la dicotomia tra armi super-tecnologiche, come i droni guidati da remoto via satellite, e semplici guerriglie combattute con strumenti elementari, come le cinture esplosive o i coltelli. La cyberwar è già tra noi. Cinesi, americani, russi, europei, israeliani, iraniani la stanno già combattendo. L’esercito francese sta compiendo esperimenti per inserire microchip nei cervelli dei suoi soldati tra i battaglioni scelti. Nel futuro potremmo avere combattenti a metà strada tra il robot e l’uomo. Una prospettiva terrificante”.

 

 

Lorenzo Cremonesi (con intervista a Margaret MacMillan), NOI SIAMO LE GUERRE CHE FACCIAMO, in “La Lettura”, inserto del Corriere della sera, 3 gennaio 2020, p. 46-47

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