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Pubblicato da il 3 Dic 2015 in Chiesa | 0 Commenti

Benedetto XV già nel 1914… (E. Ongaro)

Benedetto XV già nel 1914… (E. Ongaro)

 

Sullo sfondo dell’atteggiamento del movimento cattolico, del clero e dell’episcopato era rilevante l’importanza delle prese di posizione di Benedetto XV nei suoi primi mesi di pontificato: era stato eletto il 5 settembre 1914 e già l’8 settembre aveva emanato una Esortazione ai cattolici di tutto il mondo, seguita il 1° novembre dall’enciclica Ad Beatissimi apostolorum Principis Cathedram. Nella Esortazione aveva espresso “l’orrore e l’amarezza” che riempiva il suo animo nel vedere tanta parte dell’Europa devastata dalla guerra, aveva promesso “di nulla omettere che possa affrettare la fine di questa calamità” e scongiurato i governanti “a voler porre da parte i loro dissidi per la salute dell’umana società”. Nell’enciclica ricordò che “non mancano altri mezzi e altre vie per risarcire sacri diritti se qualcuno è violato”; a questi mezzi si doveva far ricorso “in buona fede e con buona volontà, deponendo le armi”, per conseguire una pace vera, frutto di un negoziato. Inoltre alla tragedia della guerra e alla ricerca della pace Benedetto XV dedicò i discorsi in occasione delle festività natalizie, chiedendo – inascoltato – una tregua in coincidenza con il giorno di Natale. Indisse poi una giornata di preghiera per a pace, fissandola la data al 7 febbraio, componendo lui stessa una preghiera, che ebbe grande diffusione anche tra i soldati per tutto il periodo della guerra:

Sgomenti dagli orrori di una guerra che travolge popoli e nazioni, ci rifugiamo, o Gesù, come a scampo supremo, nel Vostro amatissimo Cuore: da Voi, Dio delle misericordie, imploriamo con gemiti la cessazione dell’immane flagello; da Voi re pacifico, affrettiamo con voti la sospirata pace. (…) Pietà Vi prenda di tante madri angosciate per la sorte dei figli; pietà di tante famiglie orfane del loro capo; pietà della misera Europa, su cui incombe tanta rovina.

Benedetto XV sperò e si adoperò in maniera riservata, attraverso la Segreteria di Stato, perché l’Italia rimanesse neutrale, evitando tuttavia di pronunciarsi esplicitamente al riguardo.

Ercole Ongaro, No alla Grande guerra 1915-1918, I libri di Emil, 2015, p. 89-90

 

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