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Pubblicato da il 7 Mag 2020 in Letture | 0 Commenti

“Bisogna essere proprio pazzi per obbedire” (D. Diop)

Non mi venga a raccontare che sul campo di battaglia non c’è bisogno di pazzi. Per la verità di Dio, il pazzo non ha paura di niente. Gli altri, bianchi o neri, fanno la parte dei pazzi, recitano la commedia della pazzia furiosa per potersi gettare tranquillamente sotto le pallottole del nemico di fronte. Questo permette loro di correre incontro alla morte senza avere troppa paura. Bisogna proprio essere pazzi per obbedire al capitano Armand quando fischia l’attacco sapendo che non c’è quasi nessuna possibilità di tornare indietro vivi. Per la verità di Dio, bisogna essere proprio pazzi per tirasi fuori urlando come selvaggi dal ventre della terra. Le pallottole del nemico di fronte, i grossi semi che cadono dal cielo di metallo non hanno paura delle urla, non hanno paura di attraversare le teste, le carni e di spezzare le ossa e di togliere vite. La follia temporanea consente di dimenticare la verità delle pallottole. In guerra la follia temporanea è sorella del coraggio.

Ma quando si dà l’impressione di essere pazzi sempre, in continuazione, senza sosta, allora si fa paura, anche ai propri nemici di guerra. a quel punto si comincia a non essere più il fratello coraggioso, quello che sfida la morte, ma il vero amico della morte, il suo complice, il suo più che fratello.

(…)

Sì, l’ho capito, per la verità di Dio, che sul campo di battaglia si vuole solo una pazzia passeggera. Pazzi rabbiosi, pazzi di dolore, pazzi furiosi, ma temporanei. Niente pazzi stabili. Quando è finito l’attacco, bisogna rimettere a posta la propria rabbia, il proprio dolore e la propria furia. Il dolore è tollerato, lo si può riportare indietro ma a patto di tenerlo per é. Ma la rabbia e la furia non bisogna riportarle nella trincea. Prima di farci ritorno, ci si deve spogliare della rabbia e della furia, bisogna svestirsene, sennò non si recita più la commedia della guerra. Dopo il colpo di fischietto del capitano che segna la ritirata, la follia è tabù.

 

David Dion, FRATELLI D’ANIMA, Neri Pozza, 2019, p. 33 e 44-45

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