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Pubblicato da il 23 mag 2015 in Audio e Video | 0 Commenti

Canto: Cadorna  (V. Gigante)

Canto: Cadorna (V. Gigante)

 

Una di queste canzoni si intitola Cadorna, e se la prende direttamente con il capo di Stato Maggiore dell’esercito italiano.

La canzone probabilmente è una variante di Monte nero dove sei, celebre canzone scritta pare dagli stessi alpini superstiti in occasione degli eventi accaduti il 16 giugno 1915, quando i battaglioni Exilles, Pinerolo, Susa e Fenestrelle del III Reggimento Alpini, con un’azione notturna occuparono la cima del Monte Nero, nelle Alpi Giulie. L’impresa, che fu citata come esempio di brillante azione bellica, ebbe però un costo assai elevato in termini di vite umane (Monte Rosso e Monte Nero / traditor della vita mia / ho lasciato la casa mia / per venirti a conquistar. / Per venirti a conquistare / abbiam perduti tanti compagni / tutti giovani sui vent’anni / La sua vita non torna più).

Del testo Cadorna, raccolto e registrato la prima volta da Cesare Bermani e Dante Bellamio nel 1964, a Sesto San Giovanni, esistono diverse versioni. Le ultime due che riportiamo sono tratte da un documento inserito dal generale Luigi Capello nella memoria preparata per la commissione d’inchiesta sulla rotta di Caporetto.

Maledetto sia Cadorna,

prepotente come d’un cane,

vuol tenere la terra degli altri

che i tedeschi sono i padron.

E i vigliacchi di quei signori,

che la credevano una passeggiata,

quando sentirono la loro chiamata

corse a Roma e s’imboscò.

E quei pochi che ci resteranno,

quando poi verranno a casa,

impugneranno la loro spada

contro i vigliacchi di quei padron.

O vile Italia, come la pensi

del tuo popolo così innocente,

che non ti ha mai fatto niente

e tu, vigliacca, lo vuoi tradir?

Dagli ufficiali siamo mal trattati

e dal governo siamo mal nutriti;

in quattro stati si sono riuniti

per distruggere la povertà.

 

Seconda versione:

 

E la quadruplice è malintesa

parlar di pace non vogliono sentire

perché non sanno cosa vuol dire

andar sul Piave a guerreggiar

I signori ma dell’Italia

ma si credevano una passeggiata

invece furono ingannati

perché avanti non può più andar

Dagli ufficiali siam maltrattati

e dal governo mal nutriti

i quattro stati sono riuniti

per distruggere la povertà

Ma la Germania è ben preparata

e da quattro anni sta a guerreggiar

ma rammentiamo l’anno passato

che la pace voleva far?

Ma l’Italia ben poveretta

si è lasciata ingannare

ma di quei stati traditori

che al potere ritornan mai più

Ma l’Inghilterra è molto ricca e ha studiato

ma di politica perché ha fatto fragellare

tutta quanta la gioventù

Ma ben presto verrà la pace

a casa nostra ritorneremo

e noi la strada l’insegneremo

a quei vigliacchi di quei signor.

 

Terza versione

 

Dagli ufficiali siam maltrattati

dal governo siam mal nutriti

e gli stati si son riuniti

per distruggere la libertà

La Germania è più istruita

ha studiato di politica

per distruggere la gioventù

La quadruplice malintesa

che di pace non ne vuol sapere

perché non san che cosa vuol dire

andar sul Piave a guerreggiar

Ma ben presto verrà la pace

a casa nostra ritorneremo

la strada insegneremo

a quei vigliacchi di signor.

 

 

da: Valerio Gigante, Luca Kocci, Sergio Tanzarella, La grande menzogna. Tutto quello che non vi hanno mai raccontato sulla prima guerra mondiale, Dissensi, 2015, p. 144-145-146

 

 

 

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