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Pubblicato da il 10 Lug 2015 in Audio e Video | 0 Commenti

Canzoni contro la guerra: “Vladslo” di Willem Vermandere (R. Venturi)

Canzoni contro la guerra: “Vladslo” di Willem Vermandere (R. Venturi)

[1995]

Testo e musica di Willem Vermandere

Woorden en muziek van Willem Vermandere

Album: Mijn Vlaanderland

mijnvlaanderland

Il testo è ripreso da / Lyrics are reproduced from Lyrics Heaven. Per il suo argomento, la canzone può essere considerata come una sorta di “gemella” fiamminga della celeberrima canzone di Eric Bogle, The Green Fields Of France (No Man’s Land).

Presso il villaggio fiammingo di Vladslo, a nord di Ypres (in fiammingo Ieper, la città tristemente nota per aver dato nome all’yprite, il gas paralizzante che proprio là fu utilizzato per la prima volta con effetti devastanti durante una delle più sanguinose battaglie della I guerra mondiale) e vicino alla città di Diksmuide, sorge il principale cimitero di guerra tedesco della cosiddetta “grande guerra”. In una delle poche quercete della zona sono allineate centinaia di pietre quadrate nere con i nomi dei soldati là sepolti. Il trattato di pace di Versailles aveva negato ai tedeschi sconfitti l’uso di pietre bianche, in segno di disonore. Nessun fiore decora quelle semplicissime tombe.

mourningparents

Käthe Kollwitz, Sorgende Eltern (I genitori in lutto).

Cimitero Militare Germanico di Yprès/Vladslo.

 

VLADSLO

 

In ‘t Praetbos buiten Vladslo,

van God en mens verlaten,

ligt de jonge Peter Kollwitz,

in een massagraf van soldaten

en ik ken geen vrediger wereld,

van roerlozer bomen,

geen schoner kathedrale,

om te bidden en om te dromen.

Je mag er ook nootjes rapen,

of stilletjes mediteren,

als z’op uw rechterkake slaan

moe’j de linker ook presenteren,

daar komen soms kinders spelen

en geliefden heel teder vrijen,

want ‘t mos is daar zo zacht,

om te slapen en om te schreien.

Schaam je maar niet om je tranen,

je mag daar ook nereknielen,

en prevel de dode namen

van de dertigduizend zielen,

ze kwamen uit Duitsland de moeders

en de vaders in grote getallen,

om zwijgend ‘t hoofd te schudden,

ach mein Kind ist hier gefallen.’

Voor al dat nutteloos sterven,

al dat afgeknakt jong leven,

waar is die God van den hemel,

die ons hier vrede kan geven,

waar zijn nu de dwaze officieren,

al die leugens zo lelijk gelogen,

niets dan versteende vaders

en moeders diepe gebogen.

In ‘t Praetbos buiten Vladslo,

op dat massagraf van soldaten,

staan nu Käthe Kollwitz’s beelden,

van God en mens verlaten

en ik ken geen heviger wereld,

geen menselijker bede,

dan die twee donkere stenen,

die zo diepe schreien om vrede.

Versione italiana di Riccardo Venturi

17 giugno 2005

VLADSLO

Nel bosco fuori Vladslo

abbandonato da Dio e dagli uomini

giace il giovane Peter Kollwitz

in una fossa comune di soldati,

e io non so di un mondo più tranquillo,

di alberi più immobili,

di nessuna cattedrale più bella

per pregare e per sognare.

Ci potete anche cogliere noci,

siete come su sedie a dondolo,

e se mi date un buffetto sulla guancia destra

io vi porgo anche la sinistra.

Qui, talvolta, vengono dei bambini a giocare

e delle coppiette a fare l’amore dolcemente

perché il muschio qui è così morbido

per dormire e per far gridolini.

Ma non vi vergognate di piangere,

potete anche inginocchiarvi

a guardare i nomi morti

di quelle trentamila anime.

Vennero dalla Germania le madri

e i padri in grande quantità,

per scuotere le teste in silenzio:

Ach, mein Kind ist hier gefallen”. [*]

Per tutta questa morte inutile,

tutte queste giovani vite spezzate,

dov’è dunque Dio del cielo

che ci può dare la pace?

Dove sono gli ufficiali pazzi,

tutte quelle bugie orrende?

Nient’altro che padri impietriti

e madri piegate su se stesse.

Nel bosco fuori Vladslo

sulla fossa comune dei soldati

ci sono adesso le immagini di Käthe Kollwitz

abbandonate da Dio e dagli uomini.

E io non so di un mondo più brutale,

di nessuna preghiera più umana,

di quelle due pietre scure

che gridan così forte di pace.

Nota al testo:

[*] “Oh! Mio figlio è caduto qui” in lingua tedesca.

dal sito: Canzoni contro la guerra

http://www.antiwarsongs.org/canzone.php?lang=it&id=2135

La Canzone può essere ascolatata anche qui:

https://www.youtube.com/watch?v=eovFI_TtCgc

 

 

 

 

 

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