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Pubblicato da il 11 Apr 2015 in Storia | 0 Commenti

Come l’Italia provocò la prima guerra mondiale (F. Cardini, S. Valzania)

Come l’Italia provocò la prima guerra mondiale (F. Cardini, S. Valzania)

 

All’inizio di agosto del 1914 scoppia la prima guerra mondiale. L’Italia rimane estranea alle ostilità fino al 24 maggio 1915, ma le sue responsabilità in relazione al conflitto sono molto gravi e risalgono a qualche anno prima.

Nel 1911 l’Europa è infatti in un sostanziale equilibrio, lo sviluppo economico è tumultuoso e le grandi potenze hanno risolto quasi tutti i loro contrasti coloniali: l’unico elemento di instabilità viene dall’impero ottomano, il cui collasso porterebbe a conseguenze imprevedibili. In particolare è preoccupante la situazione nei Balcani, dove i nazionalismi serbo, bulgaro, greco e rumeno aspirano a un riassetto generale della regione a spese dei territori appartenenti a Costantinopoli. Dopo oltre un quarantennio di pace tra le potenze del continente, è l’Italia che riapre la stagione dei conflitti, invadendo le provincie ottomane di Tripolitania e Cirenaica.

Giolitti, indifferente ai problemi continentali, è alla ricerca di una vittoria militare di prestigio che taciti le opposizioni di destra e rifiuta ogni offerta di cessione di fatto dei territori avanzata da Costantinopoli, conservandone di fatto la sovranità nominale, sull’esempio dell’Egitto e dell’Algeria, da anni protettorati inglese e francese. Nasce così l’impresa di Libia, inutile e proditorio attacco all’impero ottomano. La mancanza di una visione strategica da parte dello stato maggiore italiano fa sì che la guerra si trascini per più di un anno e questo induce gli Stati balcanici, Serbia, Bulgaria, Grecia, Montenegro, ad attaccare a loro volta l’impero ottomano. L’esito delle guerre balcaniche porta alla nascita delle Grande Serbia, la cui stessa esistenza destabilizza l’Austria-Ungheria, già in crisi per le tensioni nazionalistiche che la attraversano. L’equilibrio europeo è compromesso in modo irrimediabile e a Sarajevo viene accesa la miccia della bomba che l’Italia ha innescato, l’occasione attesa dal governo di Vienna per tentare di ridimensionare l’avversario serbo. (…).
Spetta dunque all’Italia l’aver “dato il la” alla
finis Europae e al “tramonto dell’Occidente”? (…).

dalla presentazione del libro di Franco Cardini, Sergio Valzania, La scintilla. Da Tripoli a Sarajevo: come l’Italia provocò la prima guerra mondiale, Mondadori, 2014

 

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