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Pubblicato da il 14 Dic 2018 in Chiesa | 0 Commenti

Dall’inutile strage alla nonviolenza (papa Francesco)

PRESENTAZIONE DELLE LETTERE CREDENZIALI DEGLI ECC.MI AMBASCIATORI DI GRENADA, GAMBIA, BAHAMAS, SVIZZERA, CABO VERDE, ISLANDA, TURKMENISTAN, MALTA, QATAR, ESTONIA

Giovedì, 13 dicembre 2018

Eccellenze, Sono lieto di ricevervi per la presentazione delle Lettere grazie alle quali venite accreditati come Ambasciatori Straordinari e Plenipotenziari delle vostre Nazioni presso la Santa Sede: Svizzera, Malta, Bahamas, Capo Verde, Estonia, Islanda, Turkmenistan, Grenada, Qatar e Gambia. Vi chiedo cortesemente di partecipare i miei sentimenti di stima ai vostri rispettivi Capi di Stato, insieme con l’assicurazione delle mie preghiere per loro e per i vostri connazionali.

Quest’anno, come sapete, segna il centesimo anniversario della fine della Prima Guerra Mondiale, una tragedia di immense proporzioni che il mio predecessore Papa Benedetto XV non ha esitato a definire una “inutile strage”. Possano le lezioni apprese dalle due grandi guerre del ventesimo secolo, che hanno portato alla nascita dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, continuare a convincere i popoli del mondo e i loro leader dell’inutilità dei conflitti armati e della necessità di risolvere le controversie attraverso paziente dialogo e trattativa. È mia speranza, sostenuta dalla preghiera, che la missione da voi ora intrapresa al servizio delle vostre rispettive Nazioni contribuirà al nobile obiettivo di «stabilire tra gli uomini una pace fondata sulla giustizia e sull’amore e per apprestare i mezzi necessari per il suo raggiungimento» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 77).

La comunità internazionale ha appena celebrato anche un altro significativo anniversario: settant’anni fa questo mese ha visto l’adozione della Dichiarazione Universale delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Uomo. Questo fondamentale documento continua a guidare gli sforzi della diplomazia internazionale per garantire la pace nel mondo e promuovere lo sviluppo integrale di ogni individuo e di tutti i popoli. I due obiettivi sono infatti inseparabili. Nelle sue primissime parole, la Dichiarazione stabilisce che «il riconoscimento della dignità inerente e a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali e inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo» (Preambolo).

In questi tempi di profondi cambiamenti sociali e politici, non può venir meno l’impegno verso questo principio da parte dei governi e dei popoli. È essenziale che il rispetto per la dignità umana e per i diritti umani ispiri e diriga ogni sforzo nell’affrontare le gravi situazioni di guerra e conflitti armati, di opprimente povertà, discriminazione e disuguaglianza che affliggono il nostro mondo e che negli ultimi anni hanno contribuito alla presente crisi delle migrazioni di massa. Nessuna efficace soluzione umanitaria a quel pressante problema può ignorare la nostra responsabilità morale, con la dovuta attenzione al bene comune, per accogliere, proteggere, promuovere e integrare coloro che bussano alle nostre porte in cerca di un futuro sicuro per loro stessi e per i loro figli (cfr Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2018, 4). La Chiesa, da parte sua, è impegnata a lavorare con ogni interlocutore responsabile in un dialogo costruttivo teso a proporre concrete soluzioni a questo e altri urgenti problemi umanitari, con l’obiettivo di preservare vite umane e dignità, alleviando sofferenze e incrementando un autentico e integrale sviluppo.

Papa Francesco

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