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Pubblicato da il 17 Nov 2016 in Storia | 0 Commenti

I veri barbari e assassini (E Franzina)

I veri barbari e assassini (E Franzina)

 

Certo non potevo lasciare così com’erano frasi che alludessero invece ad automutilazioni minacciate e a diserzioni sognate o che parlassero di tante violenze gratuite le quali si erano verificate proprio sotto i nostri occhi senza che nulla ci potessimo fare, come le decimazioni e le fucilazioni sommarie (da una delle quali ero rimasto letteralmente inorridito); né tanto meno, però, me la sentivo di far passare indenni da tagli assai robusti le espressioni nient’affatto rare di comprensione, se non pure di umana solidarietà, nei confronti dei nostri nemici, “quei poveri cristi degli austriaci”che, mi chiese di scrivere una volta un geniere, “stavano peggio di noi”. A un altro, che ci si dilungava, lasci appena l’inizio della comunicazione che più o meno diceva: “Vi scrivo ancora dalla trincea della prima linea seduto alla feritoia da dove guardo attentamente quella dei nemici, ma oramai anche loro cristiani e innocenti come noi”. Tagliai solo il commento conclusivo troppo compromettente su chi avrebbe portato la responsabilità di tanti orrori, non certo i soldati “solché i barbari e gli assassini che sono gli infami Governi colpevoli di tanto massacro umano”.

Emilio Franzina, La storia (quasi) vera del milite ignoto, Donzelli, 2014, p. 79

 

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