Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 5 Dic 2015 in Obiettori | 0 Commenti

I veri pacifisti cristiani (E. Ongaro)

I veri pacifisti cristiani (E. Ongaro)

 

Un’esperienza di frontiera in campo cristiano-cattolico fu quella della rivista mensile di studi religiosi Bilychnis. Pur essendo stata promossa dalla Scuola Teologia Battista di Roma, ebbe la collaborazione di esponenti cattolici e fu espressione di una cristianesimo rinnovato – come ha affermato Laura Demofonti – sensibile a proposte di riforma del cattolicesimo e di risveglio del protestantesimo. Dopo lo scoppio del conflitto europeo Bilychnis si aprì alla tematica pacifista con una rubrica fissa, La guerra, curata da Giovanni Pioli, e con articoli sul rapporto tra cristianesimo e guerra nonché su un eventuale ruolo di arbitro internazionale da affidare la papa. Nella discussione sulla legittimità morale della guerra da un punto di vista cristiano si registrano però dissensi e rotture: il richiamo fermo ai valori della pace e a non transigere rispetto all’imperativo del “non uccidere” fu mantenuto da Pioli e da padre Alessandro Ghignoni, mentre venne abbandonato da chi – come Paolo Orano, Romolo Murri, Giuseppe Rensi – “rivendicava la necessità della guerra per la costruzione di una pace giusta e sentiva il dovere di combattere per affermare i valori cristiani calpestati dalla condotta oppressiva degli Imperi Centrali”. Padre Ghignoni, che già per la guerra di Libia aveva preso posizione definendola “un delitto sociale”, “la smentita più sacrilegamente solenne ai principi del Vangelo”, quando l’Italia decise per l’intervento sostenne che “il ricorso alla violenza altro non era che il sintomo evidente della volontà di potenza delle nazioni e della cupidigia degli uomini”.

(Laura Demofonti, La Riforma nell’Italia del primo Novecento. Gruppi e riviste di ispirazione evangelica, Edizioni di Storia e Letteratura, Roma, 2003, pp. 89-91, 132-136. La componente protestante all’interno della redazione della rivista si schierò a favore della guerra)

Secondo Pietro Scoppola padre Ghignoni considerava la guerra come anticristiana, rifiutando sia la “cieca remissività” dei cattolici ai governanti sia la teoria tradizionale della guerra giusta e ponendo le premesse della obiezione di coscienza: Pietro Scoppola, Cattolici neutralisti e interventisti alla vigilia del conflitto, in Giuseppe Rossini, a cura di, Benedetto XV, i cattolici…., cit, pp-140)

Ercole Ongaro, No alla Grande guerra 1915-1918, I libri di Emil, 2015, p. 189-190

>>> Si veda qui: http://www.inutilestrage.it/dal-modernismo-opporsi-alla-guerra/

 

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *