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Pubblicato da il 23 Mag 2015 in Letture | 0 Commenti

Il mondo ha disertato per primo (A. Baricco)

Il mondo ha disertato per primo (A. Baricco)

Di fronte all’irragionevole inutilità degli attacchi frontali, più volte gli era accaduto di pensare che proprio quel tratto, oggettivo, di stabilità era ciò che nessun ardimento guerriero aveva potuto scalzare, quasi che la forma, e non gli uomini, fosse ciò contro cui loro si scagliavano: nell’invincibilità dei difensori era dimostrata l’obbiettiva resistenza delle cose a rimanere aggrappate all’ultimo residuo di ordine che l’eclisse della ragione, consumatasi nella guerra aveva concesso. Ma adesso sapeva che era bastata l’anomalia formale di un ufficiale tedesco proveniente da una direzione inaspettata, per far collassare tutto il sistema, sfarinando nel tempo di pochi sguardi indecisi ciò che fino al giorno prima era ancora granitico fondamento, e ora giusto un ricordo alle spalle, mentre il reale invitava a un caos privo di destinazione. Ora posso dire che fu ascoltando queste sue parole che io iniziai, realmente, a capire: e per la prima volta ebbi l’intima certezza che l’onore di mio figlio non era perduto. Ultimo mi insegnò che quel giorno abbracciato alla terra nell’intento infantile di diventare invisibile, mio figlio era già innocente, perché era ovunque e da nessuna parte, perduto in uno scenario senza coordinate dove viltà e coraggio, dovere e diritto, erano categorie polverizzate, adesso è facile vedere nella sua fuga l’inequivocabile profilo di una figura che abitualmente chiamiamo diserzione, ma credetemi, a disertare, prima, era stato il mondo: non disegnava nulla mio figlio, non poteva farlo, correva, semplicemente, non erano disegni, erano tratteggi sperduti, era un ragazzo e non c’era più figura, intorno a lui, nulla di compiuto, solo frammenti, correva posando i piedi sui frammenti che trovava, non è fuggire questo, è stare a galla sul nulla, questo è sopravvivere, non è disertare.

Alessandro Baricco, Questa storia, Fandango, 2005, p. 85-86

P1220326

sulle creste del Monte Summano….

 

 

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