Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 9 Feb 2017 in Chiesa | 0 Commenti

Il “pacifista” Alcide De Gasperi e la guerra: “un fato, un’ora di Dio” (L. Sardi)

Il “pacifista” Alcide De Gasperi e la guerra: “un fato, un’ora di Dio” (L. Sardi)

 

Dalle pagine de “Il Trentino” Alcide De Gasperi è il portavoce di questo sentimento condensato giovedì 6 agosto nell’articolo “L’Ora di Dio”. “Dunque ci siamo. L’edificio eretto faticosamente con sottili accorgimenti, con ipocrisie e con intenzioni oneste dalla diplomazia europea per scongiurare gli orrori della guerra, è sorpreso da una scintilla balenata d’improvviso e si inabissa nell’incendio divoratore. Le dottrine pacifiste che in questi ultimi anni hanno raccolto milioni di proseliti e ritenevano come vanto di aver stretto fra diverse razze, i vincoli di fratellanza resistente a qualunque prova, devono cedere davanti al fato austero della guerra. Un fato inesorabile è la guerra contro la quale gli uomini sono impotenti quando la sua ora tragica scocca. Provate a rendervi conto delle ragioni che determinano le nazioni europee, appena ieri vincolate da legami se non di amicizia, certo di benevola simpatia, ed oggi invece tutte in armi. Con la spada in pugno, con la bocca del cannone pronta ad incrociare la fiamma orrenda devastatrice. Vi si affacciano gli episodi più volgari della politica internazionale, ma evidentemente ad essi non è possibile attribuire le responsabilità tremende della guerra. Mettete pure quegli episodi in rapporto con alcune tradizioni storiche dei singoli popoli belligeranti, con le note rivalità delle stirpi. Forse che il conto torna?”.

È a questo punto che l’articolo mette in evidenza l’immagine della rassegnazione, della rinuncia, della sopportazione come espiazione del peccato, la guerra vista come castigo per i peccasti del mondo. “Sarebbe enorme che per così poco, si debba venire al disastro immenso della guerra. È che le ragioni profonde della guerra non sono visibili attraverso il diaframma della storia contemporanea. Occorre risalire più in alto, a Dio che conduce i destini dei popoli secondo un disegno inaspettato e ineffabile. È questa l’ora sua, gli uomini non contano più. Nel nome suo ogni uomo s’affretta a raggiungere i ranghi, le madri danno alla patria la loro balda prole e i vecchi monarchi snudano la spada. È l’ora di Dio; egli nasconde nel mistero del suo alto consiglio, le ragioni del flagello e le sorti prossime e future degli uomini. È un castigo ai peccati del mondo la presente guerra? È una sapiente epurazione della storia da ogni scoria di male per una età migliore? Qual popolo sarà annientato e quale uscirà trionfatore? Ciò che rimane agli uomini nell‘ora in cui il Dio degli eserciti passa per rivelare sensibilmente il suo dominio nella storia, è quello di chinare riverenti e umili la fronte, adorando il mistero del sua sapienza austera e pregarlo sommessamente perché sia mite nel castigo”.

Luigi Sardi, Il Trentino nella Grande Guerra, Curcu & Genovese, 2014, p. 118-120

 

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *