Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 16 Lug 2014 in Chiesa | 0 Commenti

Per iniziare (P. Mazzolari; T. Magalotti; S. Tamaro)

La fraternità è al di sopra del sangue, della terra e della storia. I cristiani non possono fermarsi a queste voci, che purtroppo si son fatte prepotenti durante la decadenza della cristianità, senza tradire il messaggio evangelico, la missione della Chiesa e la propria vocazione di “figli di Dio”, “i quali non nascono da sangue, né da volontà di carne, ma da Dio”, Padre di tutti gli uomini.
(…)
La storia ha sempre confermato la saggezza, mai la follia, esaltato la pace, mai la guerra.
I sepolcri sono sempre gloriosi per il sacrificio che custodiscono, ma la vera gloria non nasce dai cimiteri, né dalle rovine.
La Patria è grande quando non ha nulla da vergognarsi davanti a nessuno, molto meno davanti a Dio, il quale le affida di essere insegna di pace e affratellatrice di popoli.

Don Primo Mazzolari, Adesso

 

Sono in qualche modo struggenti e vere
quelle parole dell’alpino ignoto:
“Tutti avevano la faccia del Cristo / nella livida aureola dell’elmetto
tutti portavano l’insegna del supplizio / nella croce della baionetta
e nelle tasche il pane dell’ultima cena / e nella gola il pianto dell’ultimo addio”.
(…). È solo il senno di poi / (ma senza giovamento alcuno)
che ci illumina sull’idiozia della guerra?
Non solo quella di ieri
… ma anche (purtroppo numerose e terribili) di oggi!

Ecco il perché di
SANTA MARIA DEL CAMMINO:
una Madre che nel “mistero”, ma con certezza
ha accompagnato / la vicenda di tutte le Penne mozze
accompagna e accompagnerà / quella di ogni uomo. Di ognuno di noi.
E ciò dal giorno in cui, standosene ella / sotto la croce di suo Figlio morente / prima di quel “tutto è compiuto” / ebbe a lui assegnata,
– ultimo dono della redenzione – / la maternità del genere umano.

“Mormorando stremata
centomila voci stanche
di un coro che si perde fino al cielo,
avanzava in lunga fila la marcia
dei fantasmi in grigioverde.
Non è sole che illumini
gli stanchi gigli di neve
sulla terra rossa.
Gli Alpini vanno come angeli bianchi
e ad ogni passo
coprono una fossa”
(L’ultima notte da Voci Nikolajewka di Bepi De Marzi).

… Follia della guerra / sofferenza di chi l’ha vissuta,
spesso senza capirne il motivo.
Sacrificio e martirio di chi ha obbedito.

Non si spenga il ricordo. / Se ne conservi memoria.

Santa Maria del cammino.
… Un’infinita schiera di uomini, un popolo di Alpini…

chi sa pensare e ascoltare col cuore / capisce!

Tommaso Magalotti, Frammenti, Norpress, 2009, pp. 77 e 132-133

 

Sono convinta che, alla base della grande crisi che stiamo vivendo, ci siano proprio quelle due guerre mondiali così estese, così devastanti, così ravvicinate. Troppa follia, troppe morti, troppe lacerazioni. Sì, nel Dna della maggior parte di noi è impresso un segno che non sarà mai rilevabile da nessun laboratorio, il segno di Caino. Ed è da segno inconscio e ignorato che hanno cominciato a levarsi i miasmi di un nuovo tipo di distruzione. L’uomo ha cominciato a disprezzare sé stesso e a distruggere, con modi più o meno sofisticati, tutto ciò che, fino ad allora, era stato il fondamento della sua esistenza.

Susanna Tamaro, L’isola che c’è, Lindau, 2011

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *