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Pubblicato da il 21 nov 2017 in Frammenti | 0 Commenti

Inno nazionale, inno da cambiare: dal Risorgimento, attraverso la Prima guerra mondiale, fino ad oggi… (E. Peyretti)

Inno nazionale, inno da cambiare: dal Risorgimento, attraverso la Prima guerra mondiale, fino ad oggi… (E. Peyretti)

 

Diciamo la verità. Sono dispiaciuto e anche umiliato, come italiano che ama l’Italia nella pace e giustizia entro la famiglia di tutti i popoli, che l’inno di Mameli sia diventato inno nazionale ufficiale. Non solo le prime due strofe, ma tutte sei (come dice La Stampa, 15 novembre 2017), anche se sono note negli stadi solo le prime due.

E’ un inno orrendo, non certo per il linguaggio arcaico, ma:

- per i concetti guerreschi e non civili, culturali, morali, dell’unità italiana;

- per il richiamo (tipico del fascismo) dell’impero romano;

- per la glorificazione della vittoria bellica che, si sa da tutta la storia, non porta mai né pace, né giustizia, ma accresce la distruttività degli armamenti che minacciano genocidi (come dal 1945). (Tra l’altro, la vittoria del 1918, che stiamo per ricordare, fu la madre del fascismo);

- per la pretesa – espressa tre volte nell’inno! – di un favore divino al nostro paese più che agli altri (ciò che offende la fede autentica);

- per il molto ambiguo richiamo del Balilla 1746, già abusato dal fascismo;

- per la conservata inimicizia verso l’Austria.

Inoltre, nell’inno di Mameli, data la sua vecchiezza, non c’è nulla della Costituzione del 1948, che è la vera anima della Repubblica democratica italiana. Non per nulla, è un inno amato e rievocato, anche nel nome, dai fascisti di oggi. Il tutto rende ridicola e penosa questa decisione di far cantare l’Italia con l’inno di Mameli.

Allego una riscrittura in termini costituzionali dello stesso inno, conservandone l’antico andamento canoro.

Enrico Peyretti, 16 novembre 2017

Fratelli d’Italia

l’Italia s’è desta

dell’onta fascista

s’è tolta la macchia.

Con la Resistenza

e la Costituzione

ha vinto la lotta

per la dignità.

Stringiamoci insieme

in pace e giustizia:

l’Italia vivrà.

Noi siamo da secoli

un popol geniale

ma se siam divisi

da ingiuste realtà

furbizia e prontezza

a nulla ci vale.

Di viver da giusti

già l’ora suonò.

Stringiamoci insieme

in pace e giustizia:

l’Italia vivrà.

Parliamo, votiamo

in gran libertà

e pur l’avversario

davver rispettiamo

se tutti un valore

portiamo all’insieme

se agli altri pensiamo

e non solo a sé.

Stringiamoci insieme

in pace e giustizia:

l’Italia vivrà.

Dall’Alpe a Sicilia

dovunque è l’Italia:

da antichi dolori

di guerre e tiranni

ormai siamo liberi

se insieme sappiamo

da liberi e uguali

salvar libertà.

Stringiamoci insieme

in pace e giustizia:

l’Italia vivrà.

L’Italia ripudia

la guerra assassina

e vuole la pace

dei Popoli Uniti,

la pace che solo

giustizia produce,

e toglier la fame

e la schiavitù.

Stringiamoci insieme

in pace e giustizia:

l’Italia vivrà.

Luca Sassetti, 2011

 

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