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Pubblicato da il 7 Mar 2017 in Chiesa | 1 Commento

L’ A.N.A. e la “Preghiera dell’alpino” (M. Mazzetto)

L’ A.N.A. e la “Preghiera dell’alpino” (M. Mazzetto)

 

LETTERA A “IL GIORNALE DI VICENZA”

(pubblicata il lunedì 27 febbraio 2017)

Egregio direttore,

ho visto la lettera, del 15 febbraio scorso, firmata dal signor Bepi Magrin e intitolata “Ma adesso c’è il peccato originale di alpinità?”.

Rispondo in merito, con una considerazione, penso sufficiente per un cristiano, per valutare un’Associazione molto benemerita per tanto volontariato, ma che rappresenta, comunque, una struttura che sostiene l’esercito e, dunque, le guerre e le armi che servono per farle.

La “Preghiera dell’alpino” recitata dall’Ana, cui si fa riferimento nella lettera del signor Magrin, non è una preghiera che, come cristiani, mi pare che possiamo fare. Essa, infatti, chiede a Dio di benedire le nostre armi. Se nel passato si è fatta, non significa che fosse una buona preghiera. Anche la Chiesa sbaglia, come tutti noi, io per primo. Ed è proprio per questo che bisogna cambiare qualcosa o molto della nostra vita; e, quindi, anche delle nostre preghiere.

Ho svolto un piccolo studio sulla storia di tale preghiera utilizzando il sito nazionale dell’Associazione e il sito della sezione di Pordenone, il quale dedica a tale preghiera un interessante e rivelativo articolo (ne ho dato recentemente notizia in un sito che, a nome di Pax Christi Italia, sto curando sulla Grande Guerra: www.inutilestrage.it). Ed ho scoperto che, mentre per il corpo militare alpino è stata tolta quell’espressione, l’Associazione nazionale alpini, nonostante le proposte di modifica succedutesi negli ultimi decenni anche da parte di vari cappellani e vescovi militari (… che sarebbero da smilitarizzare), non ha voluto farlo.

Oltre ad essere, in questo modo, una preghiera che tradisce la fede dei cristiani, se ci pensiamo bene è anche una preghiera “inutile”: quale richiesta dovrebbe ascoltare il buon Dio? quella nostra o quella degli altri (ossia dei “nemici”, che pregavano e che pregano, allo stesso modo, il medesimo Dio)?

Mi sembra, concludendo, che da una preghiera sbagliata forse si capisca, per tutti, il cambiamento cui siamo oggi chiamati.

Don Maurizio Mazzetto

(21 febbraio 2017)

dav

Cima del Monte Elmo (febbraio 2017)

* La foto in evidenza riprende la nicchia con l’immagine della Madonna che si trova presso il Passo di Campogrosso (Vicenza-Trento),

sotto la quale vi è, scolpita, questa invocazione:

“Ch’el Signor fermi la uere” (Che il Signore fermi la guerra)

 

1 Commenti

  1. caro don, ho sentito recitare centinaia di volte questa preghiera e ,mi commuovo ogni volta a sentirla recitare, pensando a quei poveri ragazzi che, a migliaia, hanno sacrificato la loro vita per la NOSTA PATRIA, LA NOSTA BANDIERA, LA NOSTA MILLENARIA CIVILTA’ CRISTIANA, e lei polemizziamo sulla frase: (rendi forti le nostre armi) ma su cosa Lei avrebbe pregato? un gratta e vinci? Se Lei oggi vive in un paese libero a cosa lo deve? alle armi o alla fortuna? Reciti una preghiera a ringraziamento perenne di quei ragazzi, che ARMATI di fede e di AMORE,con l’estemo sacrificio, hanno reso un’ITALIA libera per tutti noi, Lei compreso, che tanto polemizza. VIVA L’ITALIA E VIVA GLIA ALPINI!

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