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Pubblicato da il 30 Lug 2014 in Storia | 0 Commenti

“La follia italiana” (M. V. Adami)

 

Il vivace e complesso dibattito sull’interventismo italiano nella Grande guerra è spazzato via da poche parole: «L’ingresso dell’Italia nel conflitto fu una follia. Tra tutte le complessità interpretative della Grande guerra c’è una sola certezza: l’Italia non doveva entrarvi e lo fece solo per ambizioni territoriali». Punto. È una ghigliottina sulla storiografia italiana il punto di vista di Max Hastings, vincitore del premio FriulAdria «Il romanzo nella storia» consegnatogli al festival internazionale èStoria di Gorizia, per il suo Catastrofe, 1914. L’Europa in guerra, edito da Neri Pozza. (…) “Le stragi di massa erano già cominciate e avevano spazzato via il dubbio della guerra-lampo. Nel ’15 era già evidente la portata di quella tragedia. In nessuno dei Paesi belligeranti i generali sono stati buoni capitani, ma di certo il peggiore e il più sanguinario fu Cadorna. (…).

dall’articolo di Maria Vittoria Adami, La follia italiana, in Il giornale di Vicenza, 28.5.2014

 

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