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Pubblicato da il 7 Apr 2020 in Letture | 0 Commenti

La guerra rende sordi e muti: “pensieri dal silenzio” (D. Bubola)

Ancora pochi passi e sento un colpo al polpaccio sinistro: mi accascio e ascolto.

Grida di morte dappertutto, colpi di cannone, pallottole che sibilano. Figli che chiamano le madri. Pianti disperati. Soldati che mi passano avanti, soldati a terra in silenzio. Avevo bocca e gola riarse, tremavo dalla paura. I miei pensieri tornavano alla mia famiglia, ma tutto quel fremito di bestialità mi faceva vacillare la mente. L’aria odorava di morte e tristezza.

Li ricordo tutti quei suoni, quelle grida, quel sottofondo che ancora mi accompagna nelle notti di angoscia.

Le ultime cose che ricordo sono il corpo di un soldato a pochi passi da me, che muoveva la bocca da cui uscivano strani versi. Terribile visione della vita.

E proprio mentre cercavo di arrancare verso un masso in direzione di quel soldato, un colpo assordante a pochi passi da me. Un terribile boato, una specie di botta alla testa mi aveva fatto pensare ad una scheggia o qualcosa di simile. Ma non ero ferito! Sentivo il mio respiro, il mio corpo caldo mi diceva che ero ancora vivo. Mi sono guardato attorno. Il soldato disteso era sparito e il masso mi aveva fatto da scudo. Ma mi ci vollero diversi minuti per capire che il rimbombo che avevo in testa non erano colpi di cannone ma… il silenzio che si era impossessato per sempre della mia vita!

Quel colpo è stata l’ultima cosa che ho sentito. Da allora sono passati molti anni e sono tuttora immerso nel silenzio.

E tutto quello che ho potuto raccontarvi non sono altro che pensieri dal silenzio!

 

 

Dario Bubola, SILENZI. Racconti ed emozioni di uomini e montagne, Edizioni Vividolomiti, 2017, p. 74-75

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