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Pubblicato da il 9 nov 2017 in Letture | 0 Commenti

La guerra trasforma gli uomini: tra le fucilazioni e i veri nemici (P. Malaguti)

La guerra trasforma gli uomini: tra le fucilazioni e i veri nemici (P. Malaguti)

 

l Vecio, e forse non solo lui, vorrebbe sulle prime liberare il groppo che ha in gola, un groppo diverso dagli altri cui ha fatto il callo. Vorrebbe forse dire che allora non fanno male, i fanti della buffa, a chiamare nemici i superiori, quando parlano tra loro, se va a finire che qualcuno può prenderli e sbatterli al muro senza nemmeno far finta di farti il processo, senza nemmeno darti il tempo di confessare i tuoi peccati al cappellano.

(…).

Vorrebbe forse dire, il Vecio, che tutti quei soldati fucilati e messi in un elenco senza nome, solo numeri, affisso agli angoli delle vie, erano, prima che saccheggiatori e disertori e ladri, soldati che da mesi o anni ubbidivano agli ordini in trincea. E forse quei borghesi fucilati al loro fianco prima di essere pericolosi rapinatori, erano contadini che da una vita si spaccavano la schiena su una fetta di terra spersa tra la Piave e l’Isonzo, e che proprio la guerra li aveva cacciati di casa, ridotti alla fame, spediti, profughi e miseri, in terre foreste, a cercare di non morire di freddo andando a pescare una coperta non loro.

Vorrebbe dire forse, queste altre cose ancora, il Vecio, e, dal silenzio che incombe su tutti i soldati, pare proprio che questi o simili pensieri premano e spingano dietro le fronti di Madera, di Baguzzi, pure dei putèi. Nessuno però parla, vuoi perché dar voce e forma a questi pensieri non è cosa da soldati stanchi per la marcia e contenti soltanto di essere ancora vivi, vuoi perché tirar fuori queste parole, di fronte a un manifesto che parla di soldati fucilati, non pare un’idea tanto buona.

Alla fine il Vecio si limita a tirare il fiato e a sibilare una bestemmia lunga, difficile, contorta ed esasperata, la prima così dura e cattiva, da quando si è messo la giubba grigioverde. Non è abituato a smadonnare e man mano che continua il senso di colpa lo prende, mescolato alla rabbia verso chi quella bestemmia gliel’ha strappata dal petto.

Paolo Malaguti, Prima dell’alba, Neri Pozza, 2017, p. 204-205

(Dal repertorio del lessico di trincea; nel libro)

* buffa: fanteria, esercito in senso generico

 

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