Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 2 Mag 2017 in Letture | 0 Commenti

La via della redenzione (V. Brittain)

La via della redenzione (V. Brittain)

 

Quanto è terribile la nostra responsabilità!” riflettei, comprendendo vagamente che per me quel viaggio era stato il termine di un decennio di esperienza che aveva mostrato, oltre ogni possibilità di disputa, la rovina e la devastazione creata dal conflitto internazionale in nazioni che dipendevano l’una dall’altra. Quanto ancora c’era da fare per quella sofferente Europa, per quell’umanità affranta!… Anche se avessimo voluto, non potevamo lasciarla nella sua agonia e vivere nel passato! Trovare dei principi che ci guidassero nelle azioni, una filosofia di vita, un’esperienza costruttiva sulle cui ali quell’epoca guasta potesse avanzare verso un futuro più giusto… era tutto ciò che rimaneva e sarebbe rimasto sempre, per noi che avevamo sperimentato nelle nostre stesse anime quelle incalcolabili profondità in cui la Germania era caduta.

Forse non sembrava che noi, la generazione della guerra, saremmo stati capaci di fare tutto ciò che un tempo avevamo sperato per la ricostruzione della civiltà. Adesso capivo che egli effetti della guerra sarebbe durati più a lungo di noi; era ovvio, nell’Europa centrale, che le conseguenze avevano radici più profonde e si erano estese più lontano di quanto chiunque di noi, con la nostra inesperienza, avesse pensato non appena la guerra era finita. In ogni caso, gli uomini che insieme alle donne che non erano state troppo compromesse dal trauma e dall’angoscia, avrebbero potuto contribuire maggiormente alla sua ripresa, gli uomini coraggiosi e di prim’ordine con iniziativa e immaginazione ormai erano morti, e la loro assenza adesso significava fallimento e catastrofe in ogni settore della vita. Forse, dopotutto, la cosa migliore che noi sopravvissuti potevamo fare era non dimenticare, e trasmettere ai nostri successori ciò che avevamo vissuto, nella speranza che quando fosse arrivato il loro giorno, avrebbero avuto più potere di cambiare lo stato del mondo rispetto alla nostra generazione ormai fallita e distrutta. Se solo la grandiosità che noi abbiamo volto alla distruzione potesse spingere loro verso la creazione, se il coraggio che abbiamo dedicato alla guerra potesse essere impiegato per cercare la pace, allora davvero il futuro potrebbe vedere la redenzione dell’uomo invece della sua ulteriore discesa nel caos.

Vera Brittain, Generazione perduta. Testament of Youth, Giunti, 2015 (or. 1960; prima ed. 1933), p.

618-619

 

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *