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Pubblicato da il 6 Dic 2014 in Storia | 0 Commenti

Le conseguenze della Grande Guerra (C. Segre)

 

Le ragioni che portarono allo scoppio della Prima guerra mondiale, indicata anche con il nome di Grande Guerra, si distinguono da tutti gli altri conflitti avvenuti fino a quel tempo. Uno scontro senza precedenti; per la prima volta in assoluto, in un conflitto europeo vennero coinvolte le due potenze extra-europee, Stati Uniti e Giappone. Una guerra che vide impiegare nuovi armamenti come aerei (Inventati circa 10 anni prima ), sottomarini e carri armati. Oltre ai nuovi armamenti, furono introdotte le prime armi chimiche. Ma l’unico e vero motivo che differenziò la prima guerra mondiale da tutte le altre guerre scoppiate fino ad allora, furono le conseguenze devastanti per tutti gli Stati belligeranti, coinvolgendo le popolazioni civili, l’economia, il settore amministrativo e la politica.
In Italia, Giolitti attua aperture sociali consistenti, abbozzando un futuro di progresso che la Grande Guerra bloccò. L’analfabetismo ancora maggioritario era fronteggiato e accennava a ridursi, l’industrializzazione di stava affermando a danno delle tradizionali attività agricole. La Società della Nazioni era il primo esempio di ente sovranazionale che si pronunciava su conflitti e cercava di comporli.

La Prima guerra mondiale sconvolge dunque una situazione moderatamente positiva, portando, oltre che milioni di morti, un’accentuazione della concorrenza conflittuale tra gli Stati, e i germi di nuovi più distruttivi scontri. La guerra, voluta da minoranze intellettuali oltre che dai militari e dagli industriali, annulla in buona parte le conquiste sociali dei decenni precedenti; essa è stata giustamente definita “il suicidio dell’Europa”. (…).

Nella crisi conseguente agli sconvolgimenti della guerra, si affermano in gran parte dell’Europa dei regimi totalitari: comunista, fascista e nazista. Essi portano a un terribile degrado del diritto, sempre riformulato in senso autoritario, alla creazione di nuove gerarchie fondate sui legami dei singoli col potere, in complesso alla degenerazione delle norme della convivenza sociale, che vengono finalizzate al partito unico e indiscutibile, a sua volta identificato con lo Stato. Questi regimi maturano subito spinte espansionistiche, presentate secondo i casi come realizzazione di un più grande Lebensraum (“spazio vitale”), come acquisizione di nuove terre da coltivare, come estensioni della nuova civiltà.

Cesare Segre, Tempo di bilanci. La fine del Novecento, Einaudi, 2005, p. 7-8

 

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