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Pubblicato da il 31 Lug 2018 in Storia | 1 Commento

Le trincee e i campi di concentramento (L. Del Boca)

Secondo Robert Lee, “le trincee furono i campi di concentramento della Prima guerra mondiale”. Il giornalista e storico britannico si rese conto che si trattava di un’analogia che un accademico avrebbe contestato definendola “antistorica”, tuttavia non ritrattò e anzi insistette nel paragone. Quelle lunghe file di giovani infagottati, con divise sempre più sgualcite, gravati da fardelli che pesavano sulle spalle, con un numero al collo e avviati verso lo sterminio che li attendeva oltre i reticolati cosa rappresentavano se non un’anticipazione di Auschwitz e di Buchenwald?

Cambiò il ritmo della vita quotidiana. Di giorno si stava acquattati e nascosti, tentando di riposare, di vincere la nostalgia e di chetare l’affanno che stringeva la gola. La notte, al lavoro: a rimettere in sesto le barriere, a costruire protezioni, a legare filo spinato e inchiodarlo nel terreno.

E poi il pattugliamento. Pugnale tra i denti, le bombe in mano – a caccia di nemici che strisciavano in direzione contraria. Il più svelto (o il più fortunato) apriva la gola degli altri e tornava tra i suoi. Gli altri restavano nella “terra di nessuno” ad agonizzare con ferite larghe un palmo che non potevano tamponare.

Anche il rancio arrivava quando il sole era tramontato da un pezzo. “La distribuzione, al buio e tutta in una volta, della pagnotta, del brodo, della carne, del vino e del caffè, e avevamo due mani.” E qualche volta una era impegnata a imbracciare il fucile. Finiva tutto insieme, come truogolo.

Riguardo il mangiare era peggio di quello dei maiali…. La pagnotta era sempre ammuffita che non si poteva neanche mangiarla, era una vergogna, bisognava saltare i pasti come i cammelli. Poi per l’acqua, tante volte, si prendeva nei fossi.”

Avevamo delle gallette ma erano dure come mattonelle. I denti erano buoni.. denti di vent’anni … ma era duro ingoiare a secco!”

1 Commenti

  1. Buongiorno….le rispondo in questo post per un motivo ben preciso…mi presento sono Claudio Colnati e vivo a battaglia terme (pd) frequento moltissimo l altipiano di Asiago ,teatro purtroppo,a scapito dell odierna bellezza,di una spedizione punitiva nei confronti di un Italia guidata ,a mio parere, da persone senza scrupoli.Passo molto tempo a cercare quel che resta delle vestigia di un campo di battaglia di un secolo fa ma ogni volta che mi imbatto in un cratere di una granata o nella gavetta lasciata sopra un sasso o peggio ancora di pezzi di calibro 70..per citarne uno a caso…non posso non pensare che questi oggetti sono appartenuti ad un ragazzo,ad un ragazzo che se vai a leggere la lista dei morti o dei dispersi era un “terrone”che forse neache sapeva la neve cos era.Perche è vero tutti gli ufficiali erano polentoni .Quindi mi chiedo chi sia stato il genio a mandare questi ragazzi a morire quassù.Ho risposto qui perche prorio questa mattina ho recuperato 6 paia di scarpe da donna dentro ad una buca stracolma di latte di pomodoro….molto probabilmente è cio che rimane di un rancio mai arrivato….perché,bisogna ricordarlo,il rancio dalla terza linea alla prima lo portavano le donne!un saluto

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