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Pubblicato da il 20 Apr 2017 in Letture | 0 Commenti

L’incredulità e le domande (V. Brittain)

L’incredulità e le domande (V. Brittain)

 

Sembra assurdo” scrisse da Armentières “che ci siano bei negozi, edifici e letti comodi a meno di un’ora di cammino dalle trincee… Ieri sera mentre rientravo un proiettile mi è passato sibilando accanto alla testa. Io stesso non riesco a capacitarmi che ogni minima cosa che ha un suono e che vola vicino a me abbia nascosto in sé il potere di uccidere. Presto forse potrò vedere la morte andare da qualcuno vicino a me, rendermi conto che esiste e avere paura. Ancora non ho avuto paura… Ci sono le tombe di tre tedeschi un po’ più avanti lungo la trincea. Su di esse non ci sono nomi, solo un pezzo di legno con su scritto ‘Tomba tedesca – Riposino in pace’. Un tempo qualcuno deve aver amato l’uomo che vi è sepolto.”

Lacerata da un conflitto interiore e sempre tormentata fino all’inverosimile dalla lettura e dalla scritture di quelle lettere, trascorsi il resto delle vacanze in sella alla mia bicicletta tra colline e valli alla ricerca di analogie e distinzioni tra la vita e la morte, l’anima e l’intelletto, lo spirito e l’immortalità. Alcuni dei luoghi del Derbyshire – Ashwood Dale, Topley Pike, Chee Tor, Miller’s Dale, King Sterndale – ancor oggi mi fanno ripensare a quei disperati tentativi di trovare una filosofia di vita.

Tu, il dolore e la gioia più grande – che non è la semplice felicità – adesso mi sembrano un’unica cosa” gli spiegai incerta.

Dunque tutto accade per niente…. per una vuota parola… per un ideale? È orribile pensare che proprio il progresso della civiltà rende questa guerra ciò che è?… Pensare che siamo riusciti a costruire ingranaggi, aeroplani, telefoni e granate eppure non siamo ancora riusciti a smettere di ucciderci a vicenda… Quanto a me penso che siano finiti i giorni di ovattato benessere e imperturbabile pace della mente… Credo che non torneranno mai più.

E avevo ragione, perché infatti non tornarono più: il duro colpo per la loro scomparsa mi lasciò indifesa e confusa, come una bambina abbandonata sulla spiaggia sconosciuta di un mare infinito.

Vera Brittain, Generazione perduta. Testament of Youth, Giunti, 2015 (or. 1960; prima ed. 1933), p. 144-145

 

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