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Pubblicato da il 17 Nov 2016 in Storia | 0 Commenti

Madonne, Vergini, Donne: la protezione per dei bambini (E. Franzina)

Madonne, Vergini, Donne: la protezione per dei bambini (E. Franzina)

 

Il combattimento era stato furioso da entrambe le parti. Il monte era tutto coperto di fumo, si udiva il cannone tambureggiare in un ondeggiare di masse umane e di urla. Passo dopo passo in questi momenti supremi, come avrebbe detto qualcuno, “si vive, si languisce e si rivive ad ogni istante”.

Non mi persi ugualmente d’animo forse solo perché ero paralizzato – più dallo stupore per tanto macello, direi, che non dall’angoscia in sé – e facendomi comunque sempre più convinto, a quel punto, che un qualche santo essendosi preso la briga di farlo sin lì, mi avrebbe alla fine salvato la vita. A venirmi in soccorso furono invece le tenebre perché al calar della notte, nonostante il lancio incessante di razzi luminosi, mi riuscì di tornare strisciando e zigzagando nella stessa trincea da dove ero sortito molte ore prima. Quelle austriache non erano state per nulla espugnate e io finii quasi addosso a un maggiore che dopo avermi aiutato a rialzarmi volle farsi raccontare come avessi fatto a scamparla, ma soprattutto cosa avessi veduto. Soddisfeci la prima curiosità dell’ufficiale dicendo, nell’euforia un po’ isterica del momento, che a salvarmi, se non proprio la mia buona stella, ci aveva pensato probabilmente la Madonna della Penha (che dubito lui potesse conoscere); alla seconda, viceversa, risposi descrivendo con una certa precisione dove e come fossero piazzate le mitragliatrici nemiche e fornendo ulteriori dettagli secondari che non mi erano sfuggiti, ma che a lui parvero così importanti da indurlo a promettermi la segnalazione per una medaglia al valore. Lo ringraziai e tuttavia, sapendo di quanta paura fossero stati intessuti il mio coraggio e la mia caparbia attesa, mi accorsi che avevo ben altro per il capo: le preghiere lontane di mia madre, forse anche quelle di Silvia e, perché no?, la benevolenza effettiva della sorte impersonata nella fattispecie del mio delirare dall’icona di una Patria italiana biancovestita che si confondeva a sprazzi con quella di una Vergine brasiliana e di altre seducenti figure femminili (Santina, Elisa…) tutte in sequenza come in una pellicola del cinema.

Emilio Franzina, La storia (quasi) vera del milite ignoto, Donzelli, 2014, p. 57-58

DONNE E GUERRA

 

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