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Pubblicato da il 3 Ago 2018 in Letture | 0 Commenti

“Madri, perché non parlate?” (L. Giuriatti)

20 giugno 2017

Che triste la mia vita cara Madonnina, ormai sono passati dieci giorni, e ancora non me capacito.

Ero in cucina dalla mia signora, quando dal grande finestrone vedo babbo arrivare con un calesse preso a prestito. La gioia del mio cuore nel vedere il mio babbo si è subito spenta quando, ancora da lontano ho visto il suo viso pallido e magro, ancora più del solito e il mio stomaco ha avuto un sussulto … un presentimento.

Appena mi è giunto vicino gli sono corsa incontro e mentre era ancora sul calesse mi disse:

“Tuo fratello Giacinto è morto nella loro guerra sul Carso, lo hanno scritto a don Mansueto.”

Babbo lo disse tutto d’un fiato, sena alzare il volto dalle briglie del calesse. Non aggiunse altro, né scese dal calesse.

Tirò la briglia e la vecchia mula obbediente cambiò direzione per riprendere la strada verso la baracca, da mamma, distrutta dal dolore.

Babbo non aggiunse altro e io non lo richiamai, lo lasciai prendere la strada di casa.

In cuor mio ho penato tanto in quel momento. Signora mia, Madonna del Grappa, parlagli tu, perché non la smettono di fare la guerra?

In paese non passa un giorno che non ci sia una famiglia che piange un figlio o un padre o un marito … basta!

Madri, perché non parlate? Che gloria ha un figlio morto sul Carso, tra pietre fango e sangue, ucciso dalla mamo di un altro figlio, di un’altra donna come voi?

Non riconosco più la mia patria che sta sacrificando i suoi figli migliori tra le montagne degli Altopiani e i sassi del Carso.

Basta, Madonnina mia, basta.

Fai finire questa tragedia, fai tornare da me il mio Tonio.

Loris Giuriatti, Lassù è casa mia. Una leggenda del Monte Grappa, Che storia!, s.d. (2013), p. 85-86

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