Menu Pagine
TwitterRssFacebook
Menu Categorie

Pubblicato da il 27 Nov 2015 in Letture | 0 Commenti

“Maledetta la guerra e quello che l’ha inventata”: la lettera di una sposa (E. Bagattin)

“Maledetta la guerra e quello che l’ha inventata”: la lettera di una sposa (E. Bagattin)

 

Caldogno 10/2/1918

Marito mio carissimo (…) ho inteso e credo che la vostra vita sia abbastanza barbara al confronto della mia ma vi raccomando di rassegnarvi e portare pazienza che sempre così non andrà gnanche per voi e crederei che cambiasse pure anche per me (…) che maledisso tutti i momenti che mi resi (* arresi) a rimanere in famiglia (…) ho sopportato abbastanza e non so nemmeno addove prenderà il coraggio a farne certe azioni io sono certa che diviene tutto da vostra madre e vostra sorella (…) voi non avete tempo a scrivermi che poche parole segno che le vostre condizioni sono poco buone e per questo è meglio che faccia di meno che scrivervi niente ma se avete grazia a venire in licenza non mi sono dimenticata me le ricordo tutte. Intanto posso maledire e sempre maledire la guerra che per causa della guerra io sono ridotta così e voi caro marito ancor peggio di me (…) maledetta la guerra e quello che l’ha inventata non ha da essere saltato all’inferno quell’infame cento anni avanti a venire al mondo, a dovere sopportare io tanti dispiaceri e voi mio caro marito a una così lunga vita barbara in trincea e mai vi viene dato riposo (…) e invece si vede che i vigliacchi che somministra la guerra fa come li pare e non considera niente quasi sempre imboscati e quelli sempre in trincea avrei io l’animo di vendicarmi per voi caro marito e non posso, ricevete i miei sinceri saluti e affettuosi baci assieme al nostro Ettore e sono la vostra moglie Caprin Elisa.

Giorgio Havis Marchetto, Un uomo, una donna 1915-1918. Un epistolario di guerra della Val Posina, Meridiano zero, 2009, p. 117-118

 

Pubblica un Risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *