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Pubblicato da il 1 Dic 2014 in Chiesa | 0 Commenti

Papa Francesco a Redipuglia: “una meraviglia” (S. Paronetto)

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Caro don Antonio, in un momento così tragico e confuso è bello evidenziare la sapienza politica ed evangelica di papa Francesco, che nell’omelia al sacrario militare di Redipuglia del 13 settembre ha rilanciato pensieri significativi e coinvolgenti sulla guerra e sulla pace, espressi più volte. Nessun Papa ha parlato così. Nessun uomo politico o presunto “grande intellettuale” sta parlando così. Papa Francesco è uno dei pochi a rilanciare la centralità dell’ONU, seppure esso sia da riformare e potenziare. A Redipuglia, nessuna indulgenza alla retorica. Nessuna memorialistica nostalgica. Nessun sentimentalismo ambiguo o vaga esortazione a una generica pace. Ma una vibrante, severa e potente meditazione sull’“inutile strage”, sulla “follia”, sull’ideologia della guerra. Una denuncia profetica rivolta ai “pianificatori del terrore”, agli “Organizzatori dello scontro”, agli “imprenditori di armi”, agli “affaristi della guerra”, all’“avidità di denaro e di potere”, all’atteggiamento di tante persone che hanno perso la capacità di piangere, che sono diventate schiave dell’indifferenza o del cinismo (“a me che importa?”), che sono state ricoperte dall’“ombra di Caino”. Genesi 4, Giole, Matteo 25, Benedetto XV, Mazzolari, Giovanni XXIII, Luther King, Tonino Bello (di cui ricordo la profonda meditazione sulla necessità di “dissipare l’ombra di Caino”) sono i diretti e gli indiretti ispiratori di un Papa scomodissimo che ci mette in discussione. Un atto di coraggio, un evento di grazia, una meraviglia e un appello alla responsabilità.”

Sergio Paronetto

(lettera pubblicata in Famiglia Cristiana, n. 42 -2014, p. 9: “L’angolo della speranza”)

 

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