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Pubblicato da il 8 Dic 2016 in Letture | 0 Commenti

“Perché mai tutto questo?’” (M. Crestani)

 

Un giorno siamo andati all’assalto gridando avanti Savoia, ma il nemico ha aperto un fuoco del diavolo e noi ci siamo nascosti in una dolina, ci sembrava fosse la cosa più giusta da fare in quel momento e lì siamo rimasti, nascosti tutta la notte… Poi la mattina presto siamo tornati nella nostra trincea, ci hanno dato da mangiare la solita scatoletta e ci hanno detto che bisognava andare di nuovo all’assalto… avanti Savoia… ma noi non ci siamo mossi per niente… e allora ci hanno preso due soldati a caso e li hanno fucilati.

La battaglia e la morte non hanno niente di eroico, mi dice. Si uccideva per non essere uccisi. La morte era dappertutto e, più che vederla, se ne avvertiva la presenza ogni minuto.

La battaglia … la battaglia è un insieme di rombi, di boati immensi che soprattutto la notte si distinguono in chiari, numerosi, enormi e diffondono per l’aria un’eco che fa rabbrividire… Le colline sono squassate, insanguinate, macerate, arse… Ci sono razzi, lampi e tante fiamme… la notte chi guardava sù, verso il Carso, vedeva come la bocca di un’orrida, smisurata fornace… e più che inorriditi si rimaneva stupefatti e ci si domandava per la millesima volta: “Ma perché mai tutto questo?”.

Marco Crestani, Cammini e viaggiatori, Priamo, 2014, p. 74-75

 

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