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Pubblicato da il 5 Set 2014 in Storia | 0 Commenti

Quando cambiò la violenza (C. Ingrao)

 

“In Europa si instaura una sorta di tettonica fra società pacificate e altre contaminate dalla violenza bellica. Ciò spiega in buona misura l’avvento dei regimi totalitari, così come l’innesco della Seconda guerra”.

La quale ha ucciso più civili che militari, contrariamente alla Grande guerra…

È vero, ma l’autentico salto quantico era già avvenuto nel 1914-18, quando furono accettate le prime aggressioni di Stato contro i civili. Per molti aspetti, la Seconda guerra mondiale può esser vista come una generalizzazione delle trasgressioni della Prima. Non sfuggono a questa logica neppure Hiroshima e Nagasaki, nonostante la scala certamente inaudita raggiunta in questi casi dalla violazione. Naturalmente, gli anni tra i Venti e i Quaranta possono essere studiati anche al di fuori del fenomeno guerriero. Ma ci fu innegabilmente una maturazione sociale della violenza che collega le due guerre in un’unica sequenza storica”.

Dall’intervista allo storico francese Christian Ingrao, Avvenire, 14.6.2014, p. 20

 

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