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Pubblicato da il 3 Ago 2018 in Letture | 0 Commenti

Questa è la guerra: un uccidersi fra amici (L. Giuriatti)

Questa è la guerra: un uccidersi fra amici (L. Giuriatti)

Zona di guerra, 20 giugno 1915

Carissima Palma mia,

Ho tardato di qualche giorno a scriverti dopo la mia partenza per il fronte.

La vita di guerra non mi appartiene, solo il grande amore verso la mia amata patria continua a farmi battere forte il cuore e mi fa continuare a lottare.

Cara Palma, Ti penso sempre, di continuo, e questo mi serve come motivo per aprire gli occhi al mattino e non fingermi già cadavere.

In un mese di guerra ho visto tanti compagni d’arme cadere in azioni avventate nel tentativo di conquistare pochi metri subito persi.

Dall’altra parte, tra quelli che chiamiamo nemici sono certo di avere il mio amico fraterno Franz. Fratello mio, dove sei ora? Ogni colpo sparato dal mio moschetto potrebbe essere diretto a te.

Quanto bei ricordi ci legano, mia dolce Palma.

Le fresche estati all’ombra dei nostro grande pino, il formaggio dei casari, e belle viste dagli Asoloni, dalla val delle Bocchette, dal Pertica verso le pianure e le indimenticabili stellate di Agosto, quando con la faccia al cielo nel profumo dell’erba estiva, contavamo a gara le stelle che cadevano.

Ricordi i tuoi desideri Palma? Quelli che non volevi dire né a me né al caro Franz?

Ci penso sempre, però ora la mia vita è questa. Che triste sorte, così diversa sicuramente iia nostri desideri.

Spero di darti presto mie notizie.

Con affetto sincero, sempre tuo

Tonio

(…)

Maggio 1915

Palma mia carissima,

come state voi in montagna?

È ormai da qualche mese che mi tormenta questa domanda che so probabilmente non avrà mai una risposta.

Penso sia arrivata la triste notizia anche lassù nel nostro Grappa, di questa guerra contro il vostro popolo che i miei compagni già chiamano nemico, ma Palma cara io come posso odiare gli italiani?

Sono stato richiamato dal mio imperatore ed ho risposto come è mio dovere, presente!

Non sono un vile e tanto meno un traditore del nostra grande impero asburgico.

Dal vile attentato di Sarajevo tanti compagni e tanti amici hanno prese le vie della guerra.

Io ho sperato con tutto il mio cuore che il governo italiano non prendesse la decisione sbagliata, e che invece affiancasse il mio popolo in questa guerra, ma la tua e mia Madonnina questa volta non ci ha dato ascolto.

Combatterò cercando di tenere alto il nome della nostra famiglia e della mia amata patria.

Sono stato assegnato al forte sulla posizione di confine del Vezzena. Dalle strette feritoie, riesco a vedere le enormi distese prative e bei boschi così simili a quelli del nostro amato Grappa!

Fino a oggi la mia non è una brutta guerra, penso spesso ai miei compagni che a centinaia stanno morendo nel fango delle valli francesi mentre noi stiamo tutto sommato sereni all’interno del forte, ma ogni giorno prego la nostra cara Madonnina che questo finisca.

I miei commilitoni sono sempre di buon umore e dicono che finirà presto.

Spero tu abbia avuto notizie del mio fraterno amico Tonio. Mi rattrista il pensiero che ogni nostra pallottola o colpo di canone potrebbe esser rivolto ad un amico, ma questa purtroppo è la guerra.

In cuor mio, mi auguro che anche lui abbia avuto la stessa mia buona sorte e che sia vivo.

Un caro abbraccio

Franz

(…)

Loris Giuriatti, Lassù è casa mia. Una leggenda del Monte Grappa, Che storia!, s.d. (2013), p. 63-66

FOTO di Marzia Albiero

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