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Pubblicato da il 22 Mag 2019 in Obiettori | 0 Commenti

“Rosa rossa”: il popolo contro le guerre (R. Luxemburg – M. von Trotta)

“Rosa rossa”: il popolo contro le guerre (R. Luxemburg – M. von Trotta)

42. Tribunale, interno giorno

Rosa è in tribunale. Paul Levi è il suo difensore. Mentre parla, guarda più volte in direzione di Levi che sembra approvare quanto dice.

PUBBLICO MINISTERO È sorprendente, l’imputata ha tenuto negli ultimi anni una quantità di discorsi incendiari, tuttavia non pensava di incorrere in reati. E questa è una prova della sua straordinaria intelligenza. È nota per le posizioni radicali che difende nei comizi: non per niente le è stato dato il nome di “Rosa rossa”. Di conseguenza l’imputata si renderà conto che la pena va commisurata al suo ruolo politico, ai suoi trascorsi, alle sue posizioni radicalmente contrarie all’interesse dello Stato.

ROSA Vengo subito al nocciolo dell’accusa da cui il pubblico ministero trae le seguenti conclusioni: poiché io ho fatto propaganda contro il militarismo e dal momento che volevo impedire la guerra, sono ricorsa palesemente all’unico mezzo che mi si offriva e cioè all’istigazione dei soldati: se vi ordinano di sparare, non sparate!

È davvero, signori giudici, una conclusione calzante e convincente, dettata da logica inconfutabile! Tuttavia mi consentano di chiarire che questa logica deriva dalle convinzioni della pubblica accusa, non da quelle della socialdemocrazia. Noi siamo piuttosto dell’avviso che non gli stati maggiori, cioè gli ordini dall’alto e la cieca obbedienza dal basso, ma la grande massa del popolo decide e deve decidere se combattere o por termine alle guerre.

Se invece la grande maggioranza del popolo arriva alla convinzione – e far crescere questa convinzione, questa consapevolezza è il compito dei socialdemocratici – se, ripeto, la maggioranza arriva alla convinzione che le guerre sono una manifestazione di barbarie, sono immorali, reazionarie e nemiche del popolo, allora le guerre non saranno più possibili.

43. Assemblea, interno giorno

Francoforte, 1914. Assemblea di lavoratori.

Rosa e Paul vengono accolti con grida di entusiasmo. Rosa è commossa dalla simpatia che le viene manifestata.

ROSA Grazie, Paul

PAUL Di che cosa?

ROSA Che mi accompagni… così non resto sola.

PAUL Vedi bene che non sei sola.

ROSA Non alludevo a questo.

PAUL Perfino la stampa di destra ti tratta con rispetto.

ROSA Rispetto per “Rosa rossa”?

PAUL Bebel è arrivato a chiamarti “l’antimperatore”!

ROSA Una pericolosa criminale sta davanti a voi, una donna messa al bando, una donna che il procuratore di Stato ha definito senza patria. Per quel che riguarda l’essere senza patria, non vorrei fare il cambio con il signor procuratore. Perché io ho una grande, cara patria, quale nessun procuratore possiede. Perché patria per me non è altro che la grande massa dei lavoratori, uomini e donne. Miei cari ascoltatori, voi ricorderete che nel dramma di Schiller Wallenstein – nella notte in cui scruta le stelle per leggervi il corso del futuro – dice: “Il giorno è vicino, e Marte regna sull’ora”. Sono parole che valgono anche per il nostro tempo. Marte è ancora signore, il sanguinario dio della guerra. Il potere è controllato ancora da coloro che si reggono su un mondo gravato da armi mortali, ancora di preparano guerre. Leggi militari soffocano il Parlamento e sempre più spesso ne limitano l’attività, ma, come dice Wallenstein, il giorno è vicino. Il giorno è nostro. Si avvicina il giorno in cui noi che stiamo in basso ci innalzeremo! E non per mettere in atto le sanguinose invenzioni di stragi e sedizioni che prevedono gli atterriti procuratori di Stato, no, noi prenderemo il potere solo per realizzare un ordine sociale degno del genere umano, una società che non conosca lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, che non conosca il genocidio, una società che renda visibili gli ideali tanto dei più antichi fondatori della religione quanto dei più grandi filosofi. Per avverare il giorno che sta sorgendo, per renderlo prossimo, dobbiamo impiegare tutte le nostre migliori risorse, a dispetto di ogni procuratore e a dispetto di tutte le potenze militariste.

Margarethe von Trotta, ROSA LUXEMBURG, a cura di Laura Novati, Ubulibri, 1986, collana “Nuova Cinema Tedesco”, p. 44-47

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