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Pubblicato da il 29 Nov 2014 in Chiesa | 0 Commenti

Soldati di Dio (D. Tessore)

 

Durante la prima guerra mondiale, il reverendo padre Brereton, rettore di Hollinwood, scriveva: “Stiamo combattendo per la nostra cara vita contro nemici che non sono cristiani, neanche esseri umani, ma rettili. Ci arroghiamo il diritto di non usare i guanti contro questi esseri demoniaci!”. (…).

Il professore di teologia di Yale, Henry B. Kneight, per accentuare il carattere “cristiano” della guerra del ’15-’18, diceva addirittura di immaginare Gesù stesso rivestito “di una tunica grezza e di colore olivastro, macchiato di fango e di sangue, con in mano una baionetta attaccata a un fucile”. E se questa descrizione applicata a Gesù ci fa inorridire, non ci sarebbe però nulla da contestare, se applicata, seppure anacronisticamente, a un santo dell’Antico Testamento o a un cavaliere crociato.

Riecheggia le affermazioni di sant’Agostino e di san Bernardo E.J. Boswort quando, nel 1918, scrive che “il soldato cristiano ferisce il nemico con spirito di amicizia (“opera persecuzioni ma con amore, e nell’intimo conserva la ‘dolcezza’ diceva san Gregorio Magno…). Nel suo cuore non lo destina mai all’inferno. Non lo odia mai”. Alcuni sacerdoti – ci racconta R. Coope, esortavano i soldati, che dovevano conficcare la baionetta nel corpo del nemico, a sussurrare in quel momento: “Questo è il mio corpo spezzato per te” e a mormorare preghiere di carità.

Anche un’alta autorità religiosa come l’arcivescovo di York William Temple riprendeva tematiche tipiche della spiritualità guerriera medievale: “In qualsiasi giorno potrei essere costretto, per difendere la mia vita o la sicurezza di una donna o di un bambino, eliminare fisicamente un uomo, senza per questo svilire il valore assoluto e incomparabile della sua persona individuale, poiché posso fidarmi di Dio che nel mondo ignoto, recupererà la sua persona, sceverandola dai suoi peccati (…). Le baionette non raggiungono la persona ma colpiscono solo l’esistenza fisica; il problema della persona trascende di gran lunga i campi di battaglia”.

Dag Tessore, La mistica della guerra. Spiritualità delle armi nel cristianesimo e nell’islam, Fazi, 2013, p. 68-69

 

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