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Pubblicato da il 16 Lug 2014 in Frammenti | 0 Commenti

Soldati e generali (Wu Ming I – Roberto Santachiara)

Agli ordini di un generale inetto, Luigi Cadorna, decine di migliaia di soldati vivono come ratti nelle trincee, avvolti dal puzzo di merda, di cancrena, di paura, di rancio scadente, di pessimo vino per farsi coraggio, e se sporgi la testa dalla tana te la spappola un confetto di piombo, perché dall’altra parte ci sono i tiratori austriaci. (…).
Ogni tanto i soldati vengono mandati al macello, in attacchi velleitari contro fuoco d’artiglieria e di mitraglia, o a tagliare reticolati per sgusciare da qualche parte, per avanzare di pochi metri. Molti sono contadini, catapultati da un giorno all’altro in un mondo lunare, pieno di crateri, ma almeno sulla luna c’è silenzio, mentre qui il frastuono fa sanguinare i timpani. Rumore di esplosioni, di urla, del mondo che crolla. Frastuono prodotto da tecnologie di morte di cui questi uomini non sospettavano nemmeno l’esistenza. Morte che avviene per mistero, come sul Monte San Michele, il giugno del ’16, quando le trincee si riempiono di vapori che uccidono. Sono il fosgene e il cloro lanciati dagli austro-ungarici. La guerra chimica è l’ultimo grido. Crepano così, questi uomini, asfissiati, vomitanti sangue, per servire uno stato del quale sanno poco o nulla, del quale parlano a stento la lingua.
Giorno dopo giorno, l’anima appassisce sotto il peso di una disciplina durissima, di misure vessatorie, di ordini insensati. Il morale è basso e a volta la truppa disobbedisce, diserta o si rivolta, addirittura uccide gli ufficiali. (…)
Dal maggio al settembre del 1917 sessantaquattro soldati sono fucilati senza processo, per ordine diretto dei comandanti. Altri trecentottantadue sono fucilati con sentenza di un tribunale militare. Impossibile sapere il numero degli “sbandati” uccisi sul posto. Alcuni ufficiali praticano, come fosse uno sport, la “caccia allo sbandato”. I carabinieri operano come polizia militare e hanno il compito di sparare a chi volta le spalle al nemico.

Wu Ming 1, Roberto Santachiara, Point Lenana, Einaudi 2013, p. 147-148

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