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Pubblicato da il 25 Set 2014 in Obiettori | 0 Commenti

Un clerico neutralista (Forcella – Monticone)

 

D.C.G., della provincia di Vicenza, anni 22, falegname, celibe, incensurato, soldato nel 4° fanteria; condannato all’ergastolo per tradimento. Tribunale militare di guerra del XX corpo d’armata, Bassano, 26 gennaio 1918 ( T S, Trib. militare di guerra, b. 121, f. 193/I, sent. 76).

L’imputato in ogni occasione fra i commilitoni esprimeva idee e commenti sfavorevoli alla nostra guerra, nei peggiori momenti di disagio della vita di guerra teneva sempre un contegno rivelatore di sentimenti antipatriottici, e dopo i discorsi e le orali del comandante di compagnia alla truppa tentava demolirli con critiche fra i compagni.

Inoltre l’imputato, a proposito di un sergente caduto prigioniero di guerra, esclamò in presenza di altri soldati che aveva fatto bene quel sergente a lasciarsi fare prigioniero, e che lui pure lo avrebbe imitato alla prima occasione.

Successivamente, il 16 novembre all’accantonamento del suo plotone in Tono disse in presenza dei soldati che egli avrebbe voluto andare cogli austriaci, che sono suoi fratelli, perché prima della guerra lavorò nel Trentino presso una ditta austriaca, e perché suo nonno, soldato dell’esercito austriaco, combatté contro gli italiani nel 1859 a Solferino e S. Martino, che da borghese era socio della Società operaia di Lonigo, di principi clerico-neutralisti; che se riusciva a mettere piedi a casa sua avrebbe scritto su tutte le cantonate “Viva l’Austria” e “Abbasso l’Italia”.

All’infuori di questi discorsi criminosi avendo l’imputato prestato utili servigi materiali all’esercito in guerra è opportuno accordagli le attenuanti generiche.

Forcella Enzo – Monticone Alberto, Plotone di esecuzione. I processi della prima guerra mondiale, Laterza, Roma/Bari, 1998, p. 252

 

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