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Pubblicato da il 21 Nov 2016 in Frammenti | 1 Commento

Una bella e nobile lettera-testamento per una “inutile strage” e un grande inganno (A. Ferrero)

Una bella e nobile lettera-testamento per una “inutile strage” e un grande inganno (A. Ferrero)

 

MINISTERO DELLA DIFESA

COMMISSARIATO GENERALE ONORANZE CADUTI IN GUERRA

LETTERA-TESTAMENTO scritta alla vigilia della battaglia dell’Ortigara, giugno 1917, dal Ten. Adolfo FERRERO, torinese di anni 20, appartenente al 3° Rgt, Val Dora, Medaglia d’Argento al Valor Militare, laureato ad honorem in lettere e filosofia, che trovò eroica morte il 19 giugno e le cui Spoglie riposano nel Sacrario Militare di Asiago. L’originale, esposto nel Museo del Sacrario Militare, è stato rinvenuto, dopo oltre 40 anni in perfetto stato di conservazione e con evidente tracce di sangue insieme ai Resti mortali di un altro caduto che fosse l’attendente al quale aveva consegnato la lettera perché la recapitasse.

(TRASCRIZIONE ORIGINALE)

Ore 24.00 del 18 giugno 1917

Cari genitori,

scrivo questo foglio nella speranza che non vi sia bisogno di farvelo pervenire.

Non ne posso, però, fare a meno: il pericolo è grave, imminente. Avrei un rimorso se non dedicassi a voi, questi istanti di libertà, per darvi un ultimo saluto. Voi sapete che io odio la retorica… no, no, non è retorica quello che sto facendo. Sento in me la vita che reclama la sua parte di solo, sento le mie ore contate, presagisco una morte gloriosa, ma orrenda … Fra cinque ore qui sarà un inferno. Tremerà la terra, s’oscurerà il cielo, una densa caligine coprirà ogni cosa, e rombi, e tuoni e boati risuoneranno fra questi monti, cupi come le esplosioni che in questo istante medesimo odo in lontananza. Il Cielo si è fatto nuvoloso, piove.

..Vorrei dirvi tante cose….tante…., ma voi ve l’immaginate. Vi amo. Vi amo tutti tutti. Darei un tesoro per potervi rivedere….ma non posso….il cieco destino non vuole.

Penso, in queste ultime ore di calma apparente, a Te papa, a Tè mamma, che occupate il primo posto nel mio cuore, a Te Beppe, fanciullo innocente, a Te o Adelina…. addio…che vi debbo dire?

Mi manca la parola, un cozzare di idee, una ridda di lieti, tristi fantasie, un presentimento atroce mi tolgono l’espressione….No, No, Non è paura. Io non ho paura! Mi sento ora commosso pensando a voi, a quanto lascio, ma so dimostrarmi forte d’innanzi ai miei soldati, calmo e sorridente. Del resto, anche essi hanno un morale elevatissimo.

Quando riceverete questo scritto fattovi recapitare da un’anima buona, non piangete e Siate forti come avrò saputo esserlo io. Un figlio morto per la Patria non è mai morto. Il mio nome resti scolpito nell’animo dei miei fratelli. Il mio abito militare, la mia fidata pistola (se vi verrà recapitata) gelosamente conservati siano a testimonianza della mia fine gloriosa. E se per ventura mi sarò guadagnato una medaglia, resti quella a Giuseppe….

O Genitori parlate, parlate, fra qualche anno quando saranno in grado di capirvi, ai miei fratellini, di me, morto a vent’anni per la Patria. Parlate loro di me, sforzatevi di risvegliare in loro il ricordo di me. M’è doloroso il pensiero di venire dimenticato da essi… Fra dieci, venti anni forse non sapranno nemmeno più di avermi avuto fratello…

A voi poi mi rivolgo. Perdono, perdono vi chiedo, se v’ò fatto soffrire, se v’ò dati dispiaceri. Credetelo, non fu per malizia, se la mia inesperta giovinezza vi ha fatti sopportare degli affanni, vi prego volermene perdonare. Spoglio di questa vita terrena, andrò a godere di quel bene che credo essermi meritato.

A voi Babbo e Mamma un bacio, un bacio solo che mi dica tutto il mio affetto. A Beppe e Nina un altro. Avrei un monito: ricordatevi di vostro fratello. Sacra è la religione dei morti. Siate buoni. Il mio spirito sarà con voi sempre.

A voi lascio ogni mia sostanza. È poca cosa. Voglio però che sia da voi gelosamente conservata.

A mamma, a Papà …lascio il mio affetto immenso. È il ricordo più stimabile che posso lasciare.

Alla mia zia Eugenia il Crocifisso d’Argento, al mio zio Giulio la mia Madonnina d’oro. La porterà certamente. La mia divisa a Beppe, come le mie armi e le mie robe. Il portafoglio (l. 100) lo lascio all’attendente.

Vi bacio

Un bacio ardente di affetto da vostro

Aff.mo Adolfo

Saluti a zia Amalia e Adele e ai parenti tutti

* Questa Lettera-Testamento, con la presentazione sopra riportata, è presente in un cartoncino, in bacheca, nel Museo Grande Guerra 15-18 “Battaglia dei Tre Monti” di Sasso di Asiago (VI), laddove vi è questa Presentazione del Museo stesso:

Perché un museo

Per non dimenticare” sono le parole scolpite sulla colonna mozza posta a quota 2105 dell´Ortigara. Ricordare i sacrifici, le sofferenze, le vite distrutte dalla guerra deve e può essere per tutti stimolo e monito di pace. E´ questo l’impegno che il Museo della Guerra di Sasso di Asiago ha assunto nei confronti degli uomini che sulle nostre montagne hanno sofferto e sono caduti, qualunque fosse la loro nazionalità, raccogliendo le parole di uno di costoro, parole che così ci ammoniscono:

… i morti è meglio che non vedano
quel che son capaci di fare i vivi e
la strada storta che sta prendendo il mondo,
… è meglio che non si accorgano nemmeno
che noi siamo diventati così poveri e
tanto miseri che non siamo capaci
di volerci bene …… no, è meglio che i morti
stiano nella neve e nel ghiaccio
e che non sappiano di noi, altrimenti
potrebbero pensare di essere morti invano
ed allora si sentirebbero ancora più soli…


Gian Maria Bonaldi

te-ferrero

* La Lettera-Testamento di cui sopra è reperibile anche nel libro:

a cura dell’Associazione Nazionale Alpini, Con gli alpini sui sentieri della storia. I luoghi della Grande Guerra, Mursia, 2008, p. 127

 

 

1 Commenti

  1. …un ragazzo di vent’anni non dovrebbe mai “riposare in pace” ma semplicemente VIVERE in pace.

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